mercoledì, Novembre 30, 2022
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La colomba pasquale esplosiva per l’imprenditore ribelle

LA STORIA DELLA CAMORRA – La scoperta di due solerti impiegati evitò il peggio

La criminalità organizzata non si fa scrupoli quando deve convincere qualcuno a eseguire un proprio ordine. A volte, per imporre un’estorsione, deve ricorre anche all’intimidazione per piegare un «ribelle». La Pasqua del 1989 poteva costare caro a un imprenditore, salvatosi grazie alla perizia di alcuni suoi dipendenti.

Il 23 marzo di quell’anno, infatti, qualcuno inviò una colomba pasquale contenente un ordigno esplosivo a un costruttore edile di San Martino Valle Caudina, in provincia di Avellino. Il pacco fu consegnato a Mercogliano negli uffici di una società che operava nel campo dell’importazione e commercializzazione del cemento.

Due sconosciuti bussarono alla porta della società consegnando agli impiegati presenti un pacco-dono per il titolare della ditta e si allontanarono. I dipendenti, nell’aprire il pacco, si accorsero che all’interno della colomba era presente un involucro di latta con un detonatore e una miccia a lenta combustione. Immediatamente i due avvisarono le forze dell’ordine e giunsero sul posto i carabinieri con un artificiere che disattivò l’ordigno costituito di miscela esplosiva. Le indagini dei carabinieri si diressero immediatamente in direzione del racket delle estorsioni. L’uomo infatti nei giorni precedenti aveva ricevuto telefonate anonime di contenuto estorsivo

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