venerdì, Maggio 20, 2022
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La chiusura delle scuole danneggia la salute mentale di bambini e ragazzi

Lo studio condotto in 11 nazioni

Depressione, ansia, peggioramento degli stili di vita, inabissamento dei casi di abusi sui minori. Sono alcuni degli effetti della chiusura delle scuole durante il primo lockdown secondo uno studio coordinato dall’University College London e pubblicato su JAMA Pediatrics. La ricerca ha passato in rassegna 36 studi condotti in 11 Paesi diversi, compresa l’Italia.

La gran parte si è concentrata sull’impatto sulla psiche delle chiusure: non è emerso un maggior rischio di suicidio, ma un importante incremento dei ragazzi che lamentavano ansia (fino al 59,6% del campione in alcuni studi), depressione (fino al 39%), difficoltà di attenzione ed emotive. Sintomi di sofferenza psicologica sono stati riscontrati anche in bambini piccoli, tra i 2 e i 7 anni: in una delle ricerche analizzate il 47% dei genitori riscontrava un peggioramento dell’umore, il 37% difficoltà emotive, il 41% iperattività/difficoltà di attenzione.

Danni anche sullo stile di vita e sul sonno

Importanti anche gli effetti sul sonno: i più piccoli tendevano a soffrire di una minore durata e di frammentazione del sonno, mentre nei più grandi l’effetto principale era la difficoltà ad addormentarsi. Per quel che concerne gli stili di vita, in tutti i Paesi la ricerca ha mostrato un calo, fino a un dimezzamento, dell’attività fisica di bambini e ragazzi. Specularmente è cresciuto il tempo passato davanti a TV, computer e smartphone (in parte trainato anche dalla didattica a distanza). Cresciuto, specie nelle ragazze, anche il tempo trascorso sui social media.

Sul fronte dell’alimentazione, è stato riscontrato un aumento del consumo di cibi poco salutari, una riduzione di frutta e verdura e un aumento generale del numero di pasti e spuntini. Ciò in alcuni Paesi è stato legato a un aumento dei tassi di sovrappeso e obesità nei minori (che in Usa è stato dell’11%).

La ricerca ha registrato un calo degli abusi sui minori, tuttavia, più che causare una riduzione del fenomeno, la chiusura delle scuole potrebbe aver contribuito a nasconderlo, dal momento che molti dei casi di abuso emergono proprio grazie all’intervento del personale scolastico. Sebbene la ricerca si concentri sulle scuole, i ricercatori avvertono che non si può escludere che le difficoltà osservate in bambini e ragazzi non siano state influenzate anche dalle altre restrizioni associate alle misure di contenimento della pandemia.

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