domenica, Settembre 25, 2022
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La Cassazione annulla il dissequestro dell’housing sociale

Sant’Agnello, colpo di scena nell’inchiesta in cui è coinvolto anche il sindaco Sagristani: la Suprema corte ha rinviato al Riesame una nuova valutazione

di Fabrizio Geremicca

Il Tribunale del Riesame a maggio revocò il sequestro motivando la decisione su un reato diverso da quello che era stato contestato dall’accusa. Lottizzazione, che però al momento della udienza non era stato ancora contestato, e non abuso di ufficio. Per questo motivo la Cassazione ha ora accolto il ricorso della Procura di Torre Annunziata coordinata da Nunzio Fragliasso ed ha annullato con rinvio il dissequestro dei 53 appartamenti e dei 67 garage realizzati in un agrumeto ormai cementificato a Sant’Agnello da una cordata di imprenditori capeggiata da Antonio Elefante. Un progetto di presunto housing sociale approvato e sostenuto dall’amministrazione comunale guidata da Piergiorgio Sagristani, il sindaco di Sant’Agnello. Non scatterà un nuovo sequestro, però, in attesa che il Riesame si pronunci di nuovo. Quando lo farà, dovrà attenersi ai paletti fissati dalla Cassazione. Il progetto al centro della querelle viene da lontano.

Il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani

I primi provvedimenti autorizzativi da parte del Comune di Sant’Agnello, infatti, risalgono a sette anni fa. All’epoca Italia Nostra ed il Wwf sollevarono molteplici obiezioni sulla legittimità di quella operazione dal punto di vista urbanistico e paesaggistico. Presentarono poi denuncia in Procura – ma nel frattempo il cantiere era già da tempo avviato e gli immobili in fase di completamento – e partì l’inchiesta, che coinvolge i progettisti, tecnici ed amministratori comunali, sindaco compreso, ai quali a maggio sono stati recapitati gli avvisi di conclusione delle indagini. Nel complesso quindici persone. I reati contestati a vario titolo sono falso, abuso di ufficio e lottizzazione abusiva.

Il 18 febbraio 2020, nel frattempo, a poche ore dall’inaugurazione e dall’ingresso negli appartamenti degli acquirenti, il complesso immobiliare, costituito anche da 67 box auto, oltre che dai 53 appartamenti, era stato sottoposto a sequestro preventivo dal gip su richiesta della Procura oplontina. A luglio 2020 il Tribunale del Riesame aveva respinto un primo ricorso di Elefante e soci ed aveva fatto riferimento, in un passaggio del provvedimento, alla «non trascurabile malafede» che nella vicenda aveva caratterizzato l’amministrazione comunale di Sant’Agnello. Il 17 maggio 2021 nuovo colpo di scena. Il Riesame si è pronunciato su un nuovo ricorso di Elefante e stavolta lo ha accolto con il provvedimento annullato ora dalla Cassazione.

Nelle settimane successive al dissequestro solo una parte degli acquirenti degli immobili ha preso possesso delle abitazioni. Altri hanno preferito attendere prima di versare altri soldi in aggiunta alla caparra ai costruttori. C’è chi teme che la partita giudiziaria riservi altre sgradite sorprese e c’è chi incontra difficoltà nell’accesso ai mutui bancari.

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