venerdì, Ottobre 7, 2022
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La candidatura di Speranza in Campania è un insulto

Il ministro della Salute capolista nel proporzionale a Napoli, dove la sanità è allo sfascio. E ora De Luca continuerà a insultarlo?

Le candidature decise dalla direzione nazionale del Partito Democratico nella tarda serata di Ferragosto stanno creando polemiche e veleni in tutta Italia. Ha sorpreso anche la decisione di Enrico Letta & co. di piazzare a Napoli, come capolista nel proporzionale, il ministro per la Salute Roberto Speranza. Nato a Potenza, capoluogo della Basilicata, 43 anni, non si capisce in base a quale ratio sia stata effettuata questa scelta. O forse la s’intuisce. La necessità di trovare un posto sicuro per il ritorno a Roma.

Troppo alto il rischio di «perdere» il leader di Articolo Uno e della lotta al Covid per i leader Dem, la sua eventuale non elezione rappresenterebbe un vero e proprio smacco per chi, per oltre due anni, ha tessuto trame e gestito posizioni di potere facendo il bello e cattivo tempo dell’Italia. Poco importa se il ministro ha spinto sull’orlo del baratro l’economia italiana, ha costretto alla chiusura (spesso definitiva) d’imprese e aziende con lockdown incomprensibili, ha costretto i ragazzi all’isolamento (e spesso all’ignoranza), ha soffiato sul fuoco della dispersione scolastica chiudendo le scuole.

Lo schiaffo a De Luca

«Giochi» elettorali che però rappresentano un vero e proprio schiaffo per il leader «maximo» del Partito Democratico in Regione Campania, il governatore Vincenzo De Luca. Lo sceriffo salernitano, fino all’altro ieri, infatti, ne ha dette di cotte e di crude contro di lui, qualche volta anche al limite della diffamazione. «Tra il ministero della Salute e la realtà concreta c’è lo stesso rapporto che esiste tra una cartomante e l’astrofisica» ha affermato recentemente attaccando il titolare della Sanità. Ne ha pesantemente criticato la gestione della pandemia, della sanità e perfino dei fondi. Ha denunciato pesanti difformità di trattamento tra le regioni del Nord e del Sud Italia. E non solo. De Luca ora che farà? Dimenticherà il passato e farà campagna elettorale per il partito come se niente fosse, consapevole che ne trarrà vantaggio anche il leader di Articolo Uno?

L’insulto alla Campania

Ma non solo De Luca, la decisione di porre come capolista il potentino è un insulto anche alla Campania in generale. Sì perché da ministro non ha fatto molto per aiutare la regione a superare le enormi difficoltà della Sanità territoriale, la maggior parte non dovute al Covid. Gli ospedali sono al collasso e non se ne vede la luce. Il personale sanitario vive di enormi carenze ormai incancrenite. Le strutture non sono adeguate e manca una guida sicura. Manca perfino un assessore che si occupi h24 della materia.

Speranza aveva l’obbligo morale e politico di vigilare sul sistema sanitario che è sì di competenza di Palazzo Santa Lucia ma che comunque fa parte di un più ampio contesto nazionale. Ma lui ha rivolto lo sguardo altrove quasi a voler far finta che il problema non esistesse. Quasi a voler ignorare la regione governata da De Luca. Come se i campani dovessero «pagare» gli attacchi dello sceriffo. Con quale coraggio Letta e Speranza si presentano a Napoli chiedendo il voto dei cittadini nonostante le lunghissime liste di attesa per un esame o gli scandali dei tetti di spesa esauriti che costringono i campani a enormi spese per una semplice visita?

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