Il giornalista Giancarlo Siani

Un sostegno «trasversale» che non è venuto meno neppure nel periodo in cui i clan Polverino e Orlando si sono fatti la guerra.

Il clan Nuvoletta prima ed i clan Polverino e Orlando dopo, non hanno mai fatto mancare il sostegno economico alle famiglie dei killer del giornalista Giancarlo Siani, ucciso in un agguato il 23 settembre 1985. Un sostegno “trasversale”, si può dire, che non è venuto meno neppure nel periodo in cui i Polverino e gli Orlando si sono fatti la guerra. Emerge dall’operazione dei carabinieri e della DDA di Napoli “Polvere 3”, che ieri ha inflitto un ulteriore colpo ai mafiosi di Marano (Napoli).

Si tratta dei familiari di Ciro Cappuccio e di Armando Del Core, entrambi condannati all’ergastolo per quell’efferato omicidio, che dopo il raid, raccontano i collaboratori di giustizia, tornarono nel loro covo per festeggiare insieme ai mandanti. I militari dell’Arma hanno notificato nella giornata di ieri i provvedimenti cautelari ai componenti la “frangia” rimasta fedele al capoclan Giuseppe Polverino. Un gruppo mafioso che si è anche trovato in contrapposizione armata con il clan Orlando.

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Le indagini, che vanno dal 2014 al 2017, secondo gli inquirenti, hanno consentito di raccogliere – a carico degli arrestati – indizi di reità in ordine alla loro partecipazione alle dinamiche criminali nell’area di Marano.

Tra i destinatari delle misure cautelari figurano anche il reggente dei Polverino, Vincenzo Polverino, 62 anni, e Michele Marchesano, rispettivamente, cugino e cognato del boss Giuseppe Polverino. A Marchesano era stata demandata la gestione dell’immenso patrimonio immobiliare del clan.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno anche sequestrato un bar e un centro scommesse a Marano di Napoli, del valore complessivo di mezzo milione di euro, entrambi intestati a un prestanome ma di fatto riconducibili a un affiliato del clan.

Un appoggio mai messo in discussione.

Il sostentamento alle famiglie di Ciro Cappuccio e di Armando Del Core, i killer del giornalista de Il Mattino, è stato una sorta di eredità che ben tre clan si sono passati nell’arco di quasi 35 anni.

Un appoggio – è emerso – mai messo in discussione dai clan Nuvoletta, Polverino e Orlando, neppure in presenza di attriti tra queste ultime due cosche. Fibrillazioni, comunque, che non sono mai state a tal punto critiche da mettere in discussione l’attività di “welfare” (sovvenzioni alle famiglie dei carcerati) ereditato, sempre tenendo particolare attenzione per i familiari di coloro, come i Cappuccio e i Del Core, che hanno fornito un apporto particolare alla camorra maranese. Infatti, oltre a sostenere le famiglie, i clan non mai fatto mancare il denaro a questi soggetti anche tra le mura delle carceri.

Questo, secondo gli inquirenti della DDA di Napoli che hanno coordinato l’indagine dei carabinieri (i pm Antimafia Di Mauro e Visone), la dice lunga sul contributo che questi due elementi devono avere fornito alla mafia di Marano di Napoli.