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L'imprenditore Adolfo Greco, al momento dell'arresto del 5 dicembre 2018

Inchiesta ex Cirio, il funzionario è finito ai domiciliari. Secondo l’accusa sarebbe stato corrotto da Adolfo Greco per aggiustare dei controlli

Trentamila euro, a tanto ammonta la mazzetta che secondo l’accusa, l’imprenditore Adolfo Greco, anche detto il «re del latte», ha destinato a ispettori dell’Agenzia delle Entrate, per aggiustare delle verifiche presso sue società. La circostanza emerge da una serie di intercettazioni e da controlli effettuati dalle forze dell’ordine, nell’ambito dell’inchiesta relativa alla riconversione dell’area ex Cirio.

Relativamente alla citata dazione di denaro, stando alla ricostruzione degli inquirenti, la somma è presumibilmente da «dividere tra quattro persone», vale a dire Vincenzo Campitiello, Marcello Ciofalo, Vincenzo Colavecchia (finiti agli arresti domiciliari) e «il dirigente degli ultimi due». La mazzetta viene consegnata la mattina del 6 luglio del 2015. Da attività di appostamento, emerge che la moto condotta da Campitiello (residente a Pagani) arriva nel piazzale della Cil (azienda di Adolfo Greco), a Castellammare. L’uomo lascia il motoveicolo nel piazzale e si reca negli uffici, da dove esce circa un’ora dopo, intorno a mezzogiorno. Campitiello – monitorato – viene poi fermato (alle 12.05) da agenti del reparto Volanti.

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«Detto personale – è riportato nell’informativa di polizia giudiziaria prodotta per l’inchiesta ex Cirio – constatato un gravame sul veicolo , invitavano Campitiello a seguire gli agenti presso l’ufficio di appartenenza per ulteriori accertamenti». Nel corso dei controlli viene trovata, nella valigetta modello 24 ore, che Campitiello ha con sé, «un involucro costituito da un foglio di giornale assicurato da un elastico al cui interno vi era una grossa mazzetta di banconote per l’ammontare complessivo di 30mila euro». Quando viene interrogato relativamente al perché si fosse recato a Castellammare, Campitiello  dichiara di trovarsi nella città delle acque per acquistare un’imbarcazione. «Nello specifico riferiva di essere stato presso il cantiere Nautica Sud (che si trova a poca distanza dalla Cil, ndr).

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Non avendo provveduto all’acquisto di quanto desiderato, mentre si dirigeva in autostrada, per rientrare a Pagani, sua città di residenza, era stato sottoposto a controllo da parte della polizia». Il fatto che la somma sia quella della mazzetta – argomentano gli inquirenti – verrebbe confermato anche dal contenuto di una conversazione intercettata, e che avviene, il 5 luglio 2015 (il giorno prima, praticamente), tra Greco e la moglie di quest’ultimo, Angelina Annita Rega (anche lei indagata, nell’ambito dell’inchiesta ex Cirio, e sottoposta all’obbligo di firma). I due coniugi vengono monitorati mentre contano il denaro – che secondo l’accusa – è destinato a Campitiello.

Il racconto dell’imprenditore / Pentangelo a Greco:
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«La suddivisione dei 30mila euro, in banconote di diverso taglio effettuata dai coniugi, era del tutto compatibile con la composizione della mazzetta di banconote rinvenuta in possesso di Campitiello. In particolare, la composizione della somma di 25.000 euro, suddivisa in banconote da 50 euro e la presenza di una banconota da 200 euro, come indicato durante i conteggi effettuati in casa Greco, ne erano la conferma», è scritto nell’informativa di polizia giudiziaria. Tornando ai controlli effettuati nei confronti di Campitiello il 6 luglio del 2015, il funzionario veniva lasciato andare, per soddisfare la riservatezza delle indagini, allora in corso.