Il quartiere Forcella a Napoli
Il Rione Forcella, a Napoli

Le intercettazioni agli atti dell’inchiesta sullo scontro del centro storico, tra gruppo Sibillo e Mazzarella

Il summit dei Sibillo viene indetto subito dopo l’aggressione portata a termine dal clan Mazzarella. E’ il pomeriggio del 9 marzo 2019, poche ore prima, una operazione di polizia ha portato all’arresto dei vertici del gruppo criminale di Forcella. Le conversazioni intercettate in quel frangente, sono allegate agli atti della recente inchiesta, che nelle scorse settimane è sfociata nell’esecuzione di una ventina di misure di custodia cautelare. «Stammi a sentire a me, adesso dategli filo da torcere da subito, però», afferma Roberto De Magistris, uno degli indagati.

La frase è captata durante il colloquio telefonico che intercorre tra De Magistris e un altro sodale dei Sibillo, Carmine Motti. Quest’ultimo, insieme a un altro affiliato, Emanuele Irollo, si è trovato di fronte a una «pattuglia» del clan Mazzarella (capeggiata nell’occasione da Antonio Iodice detto ’o chiuovo, il chiodo, ndr), che batte il centro storico a caccia dei rivali, intenzionata a invadere il territorio, essendo a conoscenza del fatto che i capi dei Sibillo sono stati arrestati.

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Motti e Irollo, in evidente inferiorità, per non soccombere nello scontro, devono per forza di cose battere in ritirata, ma una volta al sicuro, allertano gli altri componenti della cosca, per organizzare la risposta. L’incontro, secondo quanto si apprende dalle intercettazioni telefoniche, si terrà in casa di Alberto Volpe (anche lui indagato nell’ultima inchiesta sulle cosche del centro storico).

Il tentativo di parlare
con il capo detenuto in carcere
per organizzare la risposta

Al fine di organizzarsi, è riportato nell’ordinanza a firma del gip Luana Romano,  contestualmente, «i sodali rimasti liberi iniziano a contattare i capi detenuti del clan. Carmine Motti, alle 15:22 (di quello stesso 9 marzo 2019, ndr) prova infatti ad entrare in contatto con ’o nannone, Antonio Napoletano, e per questo motivo ne chiede il numero di cellulare a Maria Sabatelli, detta Miriana, compagna di Giovanni Matteo, appena tratto in arresto (ci si riferisce sempre all’operazione del 9 marzo 2019, ndr)».

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