Nel riquadro il boss Rosario Giugliano

I particolari delle informative sul tentato omicidio del rivale di Rosario Giugliano ’o minorenne   

Il fermo della Dda di Salerno per Rosario Giugliano, alias ’o minorenne (60 anni), e Nicola Francese (31 anni), è stato notificato lo scorso 21 aprile. I due sono finiti in carcere per il tentato omicidio di Carmine Amoruso (38enne di Pompei, già collaboratore di giustizia, e da pochi mesi fuori dal piano di protezione). Per quale motivo, Giugliano e Francese avrebbero provato a uccidere Amoruso?

Perché, sostengono gli inquirenti, «(Amoruso) stava cercando di riaffermare la propria presenza criminale nell’area ricadente nei comuni di Sarno, Scafati e San Marzano (centri del Salernitano): tali propositi “imprenditoriali-criminali” apparivano quindi il vero movente del risentimento di Rosario Giugliano, il quale, pertanto, pianificava l’evento delittuoso non solo per questioni meramente “economiche” ma soprattutto per non vedere compromesso il proprio “controllo del territorio”, dovuto anche al carisma criminale universalmente riconosciutogli».

ad

Ma c’è di più, da risultanze investigative riportate in due informative di polizia giudiziaria – una redatta dai carabinieri di Nocera Inferiore, l’altra dalla Mobile di Salerno – emerge che il progetto di eliminare Amoruso sarebbe maturato – nelle intenzioni di Giugliano – anche per evitare che l’ex collaboratore di giustizia potesse muoversi per primo.

Rispetto a tale convincimento, in particolare, in una conversazione intercettata il 30 marzo del 2021, nella mansarda in cui si appoggia ’o minorenne a Pagani, quest’ultimo manifesta dei timori per la propria incolumità. «Non stanno (si riferisce ai fratelli Amoruso, ndr) dormendo a casa… lo sai? Spero che non prendo io qualche sorpresa», dice Giugliano.

Il piano per attentare alla vita di Carmine Amoruso, è studiato nei minimi particolari e per individuare l’obiettivo si mette in moto una vera e propria rete di informatori, che arrivano a pedinare il target e suo fratello Marco anche all’interno dell’ufficio postale.

Sempre il 30 marzo scorso, un uomo non meglio identificato, parlando con ’o minorenne lo informa del fatto che: «E’ andato alla posta a San Marzano (sul Sarno), lui ha posato la macchina e io ho messo la macchina affianco a quella sua. (Nella posta) lui aveva il numero 191, io il 192, e aspettavo». «Ma questo quando?», domanda Giugliano. E l’uomo gli risponde: «Un’ora fa».

«Ma c’era lui (intende Carmine Amoruso, ndr)?», chiede ancora ’o minorenne. «Io ho visto il fratello, ma secondo me, ci stava anche lui», ribatte l’uomo. Da altre conversazioni monitorate dall’Antimafia, emerge pure che nonostante i numerosi tentativi, il gruppo di Giugliano non riesce a localizzare Amoruso. Tanto è vero che ’o minorenne sottolinea la necessità di sapere dove Amoruso andasse a dormire, argomentando che così, ci si sarebbe potuti appostare e attendere quando l’obiettivo fosse uscito di casa.

Riproduzione Riservata