sabato, Maggio 21, 2022
HomeNotizie di PoliticaL'illusione dei piccoli di sinistra: «Ci garantisce Manfredi»

L’illusione dei piccoli di sinistra: «Ci garantisce Manfredi»

Dopo l’incontro in Regione i partiti «bonsai» scelgono la strada che mina la loro dignità politica. I Verdi che hanno rifiutato l’invito al tavolo di Pd-M5S-Leu, sarebbero pronti a iscrivere Borrelli alla corsa per le Amministrative

di Giancarlo Tommasone

Coraggio e dignità, questi sconosciuti. Non volendo scomodare l’eroe biblico Davide, il pastorello che scese in campo contro il gigante Golia e prima lo abbatté con la fionda, poi lo uccise, tagliandogli la gola e la testa, parleremo piuttosto di partiti, che vengono trattati alla stregua dell’ultima delle liste civiche. E nonostante avrebbero la possibilità di farsi valere, in termini di identità politica (che pure storicamente li contraddistingue), preferiscono sottostare a quanto imposto dall’alto. Nel caso da Pd, Movimento 5 Stelle e quel che resta di Leu, che hanno praticamente scelto da soli, per le prossime Amministrative a Napoli, il candidato sindaco del centrosinistra: l’ex rettore, ed ex ministro Gaetano Manfredi.

Ognuno, per carità, è libero di accontentarsi delle briciole che vuole, anche di quelle, nel caso specifico, cadute dal tavolo che si è tenuto mercoledì scorso in Regione, e indetto dal vicepresidente della Campania, Fulvio Bonavitacola. Al riguardo, però, vanno fatte alcune considerazioni. Siccome la forma e la faccia reclamano sempre la propria parte, per salvarle, i partiti «bonsai» del centrosinistra, convitati minori, che hanno preferito partecipare alla riunione della cosiddetta coalizione allargata, hanno trovato una sorta di escamotage, sottolineando che il dialogo continua direttamente con Manfredi. Cosa che – credono – li garantirebbe sia sotto il profilo delle loro istanze, che sotto quello della tutela elettorale. Pensano cioè di bypassare i soggetti che esercitano patronage su Manfredi, vale a dire Regione Campania, fonte deluchiano e M5S.

L’illusione dei partiti
«bonsai» del centrosinistra

Una mera illusione, a nostro avviso, perché se da una parte è possibile la diretta interlocuzione con il candidato, dall’altra va considerato che Manfredi è politicamente ed elettoralmente commissariato dai dem che fanno riferimento a Vincenzo De Luca, e dai grillini dell’ex premiere Giuseppe Conte. Nonostante quello di Manfredi possa essere un nome spendibile, perché proveniente dalla buona borghesia cittadina, dalla classe dirigente locale, con un passato da rettore e un passato prossimo da ministro, sostanzialmente senza l’apparato organizzativo di Pd e M5S alle spalle, non sembra avere particolare attrattiva elettorale. Tradotto: va bene l’interlocuzione diretta con Manfredi, ma alla fine, Manfredi si deve per forza di cose interfacciare con chi detta la linea. E chi detta la linea – ribadiamo – sono deluchiani e pentastellati contiani.

Leggi anche / Se hanno dignità, i «piccoli»
di sinistra rompano con i giallorossi

Gli unici a sfilarsi ufficialmente dalla coalizione, sono stati i Verdi-Europa verde. «Non parteciperemo all’incontro richiesto da Gaetano Manfredi», ha annunciato, venerdì scorso, a poche ore dal tavolo, il commissario regionale degli ambientalisti, Fiorella Zabatta. E a questo punto – possibilità lanciata, in tempi non sospetti, da Stylo24 – potrebbe concretizzarsi l’idea della candidatura di Francesco Emilio Borrelli. Nel frattempo, si registra la polemica a distanza tra Manfredi e il candidato del centrodestra, Catello Maresca. Il casus belli è rappresentato dalla conferenza stampa, indetta per domani, dalla Stazione zoologica Anton Dohrn, in occasione della riapertura dell’Acquario di Napoli. Nel parterre dei relatori, come rilevato dal nostro giornale, c’è anche Manfredi, l’unico candidato sindaco invitato a partecipare. Della circostanza, con un articolo a firma di Luigi Roano, si è accorto oggi anche Il Mattino.

Leggi anche...

- Advertisement -