Raffaele Cutolo

LA STORIA DELLA CAMORRA Enrico Madonna fu coinvolto nel processo Cirillo, venne assassinato nel 1993

L’avvocato Enrico Madonna fu ucciso a Cervinara (provincia di Avellino), dove risiedeva, il sette ottobre del 1993, all’età di 51 anni. Il legale fu coinvolto nel processo imbastito per il rapimento di Ciro Cirillo (27 qprile-24 luglio 1981), all’epoca in cui quest’ultimo ricopriva il ruolo di assessore regionale ai Lavori pubblici. Nel corso del procedimento si evidenzieranno i rapporti tra le Brigate Rosse che avevano organizzato l’azione e la Nco del boss Raffaele Cutolo. L’udienza è quella del 25 ottobre del 1989. «Signor presidente – esordisce Madonna –, io non so cosa ci faccio in questo processo. Me ne scappai in America, dopo che parlai con un colonnello dei carabinieri, un militare di Ottaviano. Io, all’epoca difendevo un capitano dell’Arma che aveva ammazzato per errore, una persona. Io mi informai se c’era qualcosa (qualche provvedimento, ndr) nei miei confronti, e mi venne risposto, che della cosa era competente il magistrato. Allora capii e me ne andai, perché il carcere sarebbe stato molto duro per me, oltre che un rischio enorme per la mia vita». «Allora – prosegue –, andai in Inghilterra, in Germania, in America: ho fatto i lavori più umili». «Rispetto all’accusa che le viene rivolta in questo processo, che cosa ha da dire?», chiede il presidente della Corte.

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barricato in casa per paura di essere ucciso

«Non so assolutamente niente, perché non ero avvocato di Cutolo nel 1981 quando fu sequestrato Cirillo, non sapevo nemmeno che Cutolo esistesse, in precedenza difendevo Casillo, autonomamente. Io ho difeso Cutolo, soltanto a novembre del 1981, mesi dopo il sequestro Cirillo», dichiara Madonna. «Qualcuno l’ha accusata di aver ricevuto materialmente i soldi del riscatto», afferma il presidente della Corte. «Non è assolutamente vero», si difende l’imputato.

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Da compagno di cella
a difensore di Cutolo

«Come è che lei è diventato, poi, difensore di Cutolo?», lo incalza il giudice. «Perché io gli scrissi una lettera, a luglio del 1981, comunque, credo, dopo la liberazione di Cirillo, chiedendo se mi facesse difendere qualcuno, per farmi lavorare», spiega Madonna. «E come mai scrisse a Cutolo?», domanda il presidente. «Perché mi rivolsi a tutti, ai cancellieri, ai magistrati, ai detenuti, e anche a Cutolo, col quale ero stato detenuto insieme (sottolinea: “Per un giorno”», gli viene risposto. «E alla fine ottenne qualche incarico?», chiede ancora il giudice. «L’unico che mi dette l’incarico di difenderlo, direttamente, magari Cutolo avrà intercesso per me, fu Vito Pesce (uno degli uomini più fidati di Vallanzasca, ndr). Senza soldi», ribatte Madonna, che evidentemente si riferisce al fatto che difese il suo cliente, gratuitamente.

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