Uno scorcio di Forcella, roccaforte del clan Sibillo (foto di repertorio)

L’affiliato «anziano» prende il controllo del clan Sibillo per contrastare i Mazzarella

E’ un periodo complicato quello di marzo 2019 per il clan Sibillo. Proprio all’inizio di quel mese, l’organizzazione criminale è stata interessata da una operazione di polizia giudiziaria che ha portato in manette i vertici della cosca, e oltre che dai colpi inferti dalle forze dell’ordine, la «paranza dei bambini» deve difendersi dalle incursioni nemiche del gruppo Mazzarella.

La circostanza emerge dalle intercettazioni allegate agli atti dell’ultima inchiesta sulla camorra del centro storico, inchiesta che nelle scorse settimane ha prodotto una ventina di arresti. Dalle conversazioni captate dagli 007 dell’Antimafia, si evince che il gruppo di Forcella sta provando a riorganizzarsi anche sotto il profilo economico, per sostenere gli affiliati in carcere. In libertà sono rimasti in pochi, e la reggenza della cosca, per forza di cose, viene assunta da Emanuele Irollo e Carmine Motti.

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La cosa, però, non è vista di buon occhio dal resto di sodali, e soprattutto dalle mogli dei ras dei Sibillo. Queste ultime si lamentano del fatto che i due non provvedono a distribuire i soldi delle «settimane». A questo punto, anche per riorganizzare le fila e pianificare una controffensiva nei confronti dei Mazzarella (che stanno occupando gli spazi lasciati sguarniti dai Sibillo), scende in campo uno degli «anziani» del clan, il quarantenne Alberto Volpe (tra gli indagati nell’ambito dell’ultima inchiesta sulla cosca di Forcella).

Al riguardo, nell’ordinanza di custodia cautelare a firma del gip Luana Romano, è possibile leggere: «Alberto Volpe assumeva il ruolo di reggente del clan. Invero, nella veste di capoclan, Volpe si sta occupando di gestire il flusso di denaro per le famiglie dei detenuti». L’uomo viene intercettato mentre si autoproclama reggente: «Sto io qua, presente. Il capo».

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