Vincenzo De Luca

Il governatore mantiene la linea per l’acquisto dei vaccini Sputnik, ma l’operazione è irrealizzabile

Inizio di primavera, tepore diffuso e giornate che si allungano, ma la Penisola è attraversata da una perturbazione che richiama al clima di guerra fredda. Parliamo del caso del capitano della Marina militare, Walter Biot, sorpreso a cedere a un ufficiale russo – in cambio di cinquemila euro – documenti Nato. Biot, 56enne, è stato arrestato dai carabinieri del Ros, praticamente in flagranza di reato, contestualmente è partita la reazione dell’Italia, che ha espulso due 007 del Cremlino.

Da Mosca, si attende la controreazione. Venuto a conoscenza delle espulsioni, il presidente della Commissione Esteri della Duma,  Leonid Slutsky, ha bollato l’azione degli italiani, come «gesto estremo, destinato a segnare una impronta negativa» sui rapporti bilaterali. Rapporti che ultimamente riguardano anche la fornitura di vaccini, lo Sputnik, vale a dire l’antidoto, quello che il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha «opzionato», attraverso un contratto con i russi.

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Ieri, ospite di Porta a Porta, il governatore ha continuato a portare avanti la linea, senza arretrare di un centimetro. Ma è chiaro che la situazione, ormai, è definitivamente compromessa, anche se l’acquisto – per le ragioni rilevate da Stylo24 – era e resta qualcosa, di irrealizzabile, già in partenza. Non fosse altro per il fatto che il premier Mario Draghi ha smentito completamente la possibilità delle Regioni, di acquistare i vaccini in autonomia (tra l’altro per lo Sputnik è necessaria l’autorizzazione di Ema e Aifa, ndr), rispetto alle regole dettate dall’Italia e dell’Ue.

Se non bastasse, nei giorni scorsi, a ribadire il concetto è stato Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, che in audizione alla Camera, ha sottolineato: «Ad acquistare i vaccini è l’Unione europea, che ha accordi in esclusiva con le case farmaceutiche. La strategia sugli acquisti dei vaccini non è cambiata: il Ministero della Salute ha ritenuto opportuno avviare interlocuzioni con altri partner europei in modo tale da procedere in maniera congiunta alle negoziazioni con le case farmaceutiche, per ottenere i farmaci per tutta l’Ue».

Più chiaro di così, dunque, il Governo non poteva essere. Il sogno russo di De Luca è completamente sfumato; magari, chissà, avrebbe potuto realizzarsi con Giuseppe Conte (vista la vicinanza espressa dal precedente esecutivo, con Russia e Cina), non certo con Draghi. Che non ha tardato ad affermare la linea europeista ed atlantista, e quando è stato informato del militare traditore, della spia che vendeva segreti nazionali e della Nato, ha subito innescato la Farnesina, affinché si procedesse con l’espulsione degli 007 di Mosca.