Palazzo Farnese, sede del Comune di Castellammare di Stabia

Sotto la lente della Procura una telefonata intercettata alla vigilia dell’ultima tornata delle Amministrative: si parla di un candidato di Forza Italia

Il Comune di Castellammare di Stabia, da qualche settimana, «ospita» la commissione di accesso inviata dal Ministero. Ma il Municipio, adesso, è pure finito sotto la lente della Procura, per un’altra ragione: gli inquirenti, infatti, hanno avviato verifiche relativamente a una conversazione intercettata il 23 maggio del 2018 – vale a dire alla vigilia dell’ultima tornata elettorale – e allegata agli atti dell’inchiesta Domino. Il pm Giuseppe Cimmarotta ha chiesto ai carabinieri di effettuare nuovi approfondimenti.

Il dialogo avviene tra l’imprenditore del burro, Gerardo Delle Donne e Sergio Mosca (consuocero del defunto padrino Michele D’Alessandro, e ritenuto ai vertici della cosca di Scanzano, roccaforte del clan D’Alessandro). Si parla di un candidato da sostenere, il nome di quest’ultimo, però non viene fatto. «Si è messo con Forza Italia?», chiede Mosca in un passaggio della conversazione. Durante il colloquio, ricostruiscono gli investigatori, il boss avviserebbe l’imprenditore «che non avrebbe fatto avere troppi voti a quel candidato, perché una concentrazione di voti provenienti da Scanzano lo avrebbe alla fine danneggiato».

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Stralci della conversazione sono stati riportati dal quotidiano la Repubblica (nell’articolo a firma di Dario Del Porto). Con l’intenzione, evidentemente, di non far insospettire forze dell’ordine e inquirenti rispetto a un eventuale flusso di voti proveniente da Scanzano, che sarebbe stato ritenuto «anomalo», Mosca dice: «Dobbiamo fare una cosa… diciamo… a livello familiare».

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