Vertenza Whirlpol
Operai Whirlpool in presidio permanente presso lo stabilimento di Via Argine (foto di repertorio)

L’appello ai ministri Giorgetti e Orlando per affrontare subito le vertenze industriali

Le sigle sindacali chiedono immediata attenzione per le vertenze a Napoli e in Campania. «Come Fim Cisl Campania non giudichiamo mai i ministri dal cognome che portano ma sempre dall’operato e dal lavoro che svolgono e auspichiamo per il bene dei lavoratori e delle lavoratrici che il ministro Giorgetti sia totalmente in discontinuità con i responsabili del Dicastero che l’hanno preceduto, visto ad oggi che nessun tavolo di crisi delle aziende metalmeccaniche campane ha trovato una soluzione positiva».

E’ quanto sottolinea, in una nota, il segretario generale Fim Cisl Campania, Raffaele Apetino. «Non c’è un minuto da perdere e, subito dopo il giuramento davanti al Capo dello Stato, ci aspettiamo che il ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti e il ministro del Lavoro Orlando convochino subito un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per affrontare le vertenze industriali al fine di trovare una soluzione per i metalmeccanici della Campania a partire dalla Whirpool di Napoli i cui lavoratori vedranno scadere definitivamente gli ammortizzatori sociali il 31 Marzo 2021 con lo spettro annunciato dei licenziamenti dalla multinazionale americana», spiega.

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«Whirpool di Napoli con 357 dipendenti, Caserta con 250 dipendenti, Dema con oltre 500 dipendenti, Irisbus con oltre 300 dipendenti, Ids con più di 100 dipendenti a cui aggiungere l’indotto che dà lavoro ad altre 1500 lavoratori sono solo alcune delle mine sociali dislocate in Campania che rischiano di scoppiare in breve tempo – sottolinea – Abbiamo quantificato tra i 40mila e i 59mila lavoratori del settore metalmeccanico soprattutto delle piccole e medie aziende, dal settore automotive al settore aerospazio fino al settore ferroviario, che per effetto della crisi industriale acutizzata dalla pandemia, rischiano di perdere il posto di lavoro se il governo non mette al centro della sua agenda di governo la difesa del tessuto industriale al Sud, a partire da quello campano». «Siamo fiduciosi nel lavoro che il presidente del Consiglio Draghi vorrà portare avanti ma è altrettanto chiaro che non permetteremo altre perdite di tempo perché non possono essere sempre i lavoratori a pagare il prezzo dell’incompetenza della politica», conclude.

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