Da sinistra, Francesco Verde, Raffaele Cutolo e Antonio Bardellino

Il «tradimento» del clan Verde di Sant’Antimo che passò dalla Nco alla Nuova famiglia

di Giancarlo Tommasone

In origine, il clan Verde di Sant’Antimo rappresentava una sorta di sottogruppo della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo. La circostanza è riportata anche nell’ultima inchiesta che si è abbattuta come un terremoto, sul popoloso centro dell’hinterland partenopeo (59 misure cautelari eseguite). Dalle carte giudiziarie emerge che all’esito della cattura del fondatore della Nco – il 15 maggio del 1979 ad Albanella, dopo il periodo di latitanza seguito all’evasione dall’Opg di Aversa – fu sequestrata anche un’agenda. Tra i nomi degli affiliati, che sarebbero stati appuntati di proprio pugno, dal camorrista di Ottaviano, compariva anche quello di Domenico Verde, alias ’a menecone, fratello di Francesco, detto ’o Negus.

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L’agenda fu ritrovata nel corso
del blitz ad Albanella (Salerno)
Raffaele Cutolo fu stanato
dopo il periodo di latitanza
seguito alla fuga dall’Opg di Aversa

Nell’ordinanza è possibile leggere: «In occasione dell’arresto di Cutolo vennero acquisiti elementi certi in ordine alla partecipazione di Domenico Verde, alla Nuova camorra organizzata; il nome di quest’ultimo, infatti, figurava annotato sull’agenda di Cutolo, e vennero, inoltre, intercettate diverse telefonate tra Verde, il figlio di Cutolo, Roberto, e lo stesso Raffaele Cutolo. Sulla scorta degli elementi di prove acquisiti, Domenico Verde veniva condannato per associazione a delinquere».  

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Inoltre, è riportato nell’ordinanza a firma del gip Maria Luisa Miranda, «risulta giudiziariamente accertato, altresì, che su Sant’Antimo, e sulle aree limitrofe di Casandrino e di Grumo Nevano, l’organizzazione cutoliana era rappresentata da Salvatore Puca, soprannominato barbettella (quest’ultimo rimasto vittima di un agguato di camorra avvenuto a Sant’Antimo il 20 giugno del 1990)». Per opporsi allo strapotere dei cutoliani, nasce la confederazione della Nuova famiglia, che alla fine di una sanguinosa guerra, scompaginerà la Nco.  

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Nella Nf, a partire dal 1981, confluiscono anche gruppi cutoliani transfughi, e tra questi, c’è quello riconducibile ai fratelli Francesco e Domenico Verde. «L’organizzazione facente capo alla famiglia Verde, si allontanava, dunque, dall’organizzazione cutoliana per entrare, a pieno titolo, nel cartello capeggiato da Antonio Bardellino, di cui Verde Domenico divenne il braccio destro per la zona di propria competenza», è annotato nell’ordinanza.