Dispositivi per l'attività di intercettazione (foto di repertorio)

Le intercettazioni agli atti dell’inchiesta sulla camorra del rione Sanità, sul nastro dell’Antimafia le parole di Emanuele Staterini

Quando si doveva temere un summit a cui avrebbero partecipato anche le famiglie rivali, era meglio non correre rischi, magari si poteva cadere in una imboscata. Per tale motivo – argomentano gli inquirenti, commentando le intercettazioni – uno degli affiliati di rango del gruppo Mauro, Emanuele Staterini, suggerisce di scambiare gli ostaggi, mentre si tengono gli incontri al vertice con i «nemici». La voce di Staterini finisce sul nastro dell’Antimafia, a febbraio del 2014. In casa del boss Ciro Mauro si sta svolgendo una riunione, e Staterini afferma: «Noi dobbiamo fare come Ciruzzo Di Lauro (il boss Paolo, ndr) che quando trattò la tregua con gli Scissionisti, diede suo figlio in ostaggio a Cesare Pagano come garanzia». Lo stralcio della intercettazione è stato riportato dal quotidiano Cronache di Napoli.