L'area oggetto di intervento da parte della Città metropolitana di Napoli

L’Ente ha finanziato il ripristino della scogliera in località Cocumella danneggiata dalle mareggiate. Perché il Comune di Sant’Agnello non ha chiesto all’ex Provincia i fondi per il ripristino dell’area di Marina del Cassano autorizzando invece la compensazione col canone non pagato dalla società?

Circa 28mila euro: è quanto impegnato dalla Città metropolitana di Napoli con la disposizione di intervento n. 8 per la manutenzione della testata della scogliera di protezione della banchina in località Cocumella, all’estremità del golfo della Marinella a Sant’Agnello. Si legge nel provvedimento dell’Ente di piazza Matteotti, che ha ereditato funzioni e poteri di quella che un tempo era la Provincia di Napoli: «A seguito delle mareggiata di novembre-dicembre 2019 e poi ancora di dicembre 2020, l’area di punta San Francesco è stata oggetto di danni nelle aree pubbliche e in concessioni costiere situate al piede del costone tufaceo». Ragion per cui si è reso necessario un «intervento di ripristino della sagoma della scogliera con rifiorimento della testata».

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Un po’ lo stesso tipo di intervento per il quale il Comune di Sant’Agnello, guidato dal sindaco Piergiorgio Sagristani (indagato nella vicenda dell’housing sociale insieme ai componenti della sua ex giunta), come riportato dal nostro giornale, nel 2020 autorizzò una compensazione coi crediti vantati dall’Amministrazione nei confronti della società Masck srl, concessionaria dello stabilimento Katarì e debitrice di un anno di canone all’Ente. Anche quella porzione di demanio marittimo fu devastata dalle mareggiate del 2019, ma è stata ripristinata dalla stessa società in cambio della cancellazione dei debiti.

Una veduta dall’alto dell’area interessata ai lavori in località Cocumella

La domanda è, quindi, questa: invece di compensare i costi (circa 73mila euro) con la società a cui, dopo pochi mesi, sarebbe scaduta la concessione (30 dicembre 2020), l’Amministrazione comunale di Sant’Agnello avrebbe potuto ricorrere ai fondi della Città metropolitana per ripristinare i luoghi invece di perdere l’ammontare del canone?

Una domanda non speciosa considerato che, come già riportato da Stylo24.it, nelle scorse settimane, era obbligo del concessionario smontare le strutture per evitare che si danneggiassero. E considerato anche che, invece di affidarsi al concessionario, l’Ente pubblico avrebbe potuto scegliere una ditta diversa cui affidare i lavori spuntando un trattamento economico più favorevole e, quindi, realizzando un risparmio per le casse dello Stato.

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