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L’Uefa e la Fifpro “condannano congiuntamente le offese razziste nei confronti del giocatore del Napoli Kalidou Koulibaly dello scorso mercoledi’ durante la gara di campionato in casa dell’FC Internazionale a Milano”. E’ quanto si legge in una nota pubblicata sul sito dell’Uefa, nella quale si sottolinea anche che “entrambe le organizzazioni plaudono le immediate azioni intraprese dalle autorita’ calcistiche italiane, che hanno sanzionato l’FC Internazionale con due partite da disputare a porte chiuse e con la chiusura parziale dello stadio per una terza gara casalinga dell’FC Internazionale”. Tuttavia, Fifpro (la Federazione internazionale delle associazioni di calciatori professionisti) e Uefa si dicono “molto preoccupate per questo inaccettabile incidente razzista e da quello che sembra essere un mancato rispetto del protocollo antirazzismo ampiamente condiviso in tre fasi”.

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Koulibaly, difensore franco-senegalese, “e’ stato oggetto di cori razzisti – rilevano – e, nonostante gli annunci dello speaker dello stadio, i cori non si sono fermati. Inoltre, sembra che lo staff di allenatori del Napoli avesse gia’ informato piu’ volte l’arbitro dei cori razzisti”. Le due organizzazioni, dunque, osservano che “i cori razzisti verso Koulibaly, che ha lasciato il campo per doppia ammonizione, siano inaccettabili e non debbano esistere nel calcio” e affermano di sostenere “le autorita’ calcistiche italiane in qualsiasi ulteriore misura che sara’ presa per contrastare il razzismo negli stadi, per cui Fifpro e Uefa – conclude la nota – hanno una politica di tolleranza zero”.

Il 7 gennaio tavolo del governo con le società e i tifosi, Salvini: sbagliato chiudere gli stadi

Gli episodi di violenza e razzismo prima e durante Inter-Napoli agitano non solo il mondo del calcio, ma anche quello della politica. Contro la linea dura è sceso in campo il ministro dell’Interno, per il quale “chiudere gli stadi e vietare le trasferte condanna milioni di tifosi che non hanno niente a che fare con questi delinquenti e secondo me è la risposta sbagliata”. All’inizio dell’anno nuovo, il 7 gennaio, verranno convocate al Viminale con Salvini e Giorgetti, che ha la delega allo sport, le società di calcio, ma anche arbitri, calciatori, allenatori, giornalisti sportivi, nonché i tifosi, che dovrebbero essere “selezionati” direttamente dai club. L’idea è quella di creare un “osservatorio allargato”. Ci saranno “le tifoserie organizzate riconosciute, pulite, tranquille, per ragionare tutti insieme di come riportare pulizia, tranquillità e sorriso nei campi di calcio”, rimarca il vicepremier leghista, che insiste sul distinguo tra “pochi delinquenti che vanno in giro col coltello in tasca” e “milioni di tifosi che hanno diritto di seguire tranquillamente le partite della loro squadra del cuore”.

E per evitare episodi di violenza devono esserci anche i tifosi, “perché se mancasse qualcuno al tavolo sarebbe inutile”. In quell’occasione Salvini proporrà che “certe” partite, quelle più a rischio, non siano in notturna: “Si devono giocare o a mezzogiorno o alle tre del pomeriggio, alla luce del sole e con elicotteri che possano controllare eventuali delinquenti, che non chiamo tifosi”. Per arginare il fenomeno della violenza negli stadi si studiano le ricette adottate da altri Paesi europei, a partire dalle maggiori competenze agli steward. Già nei prossimi giorni Salvini e Giorgetti metteranno a punto altre proposte.

 

Per la linea della fermezza si è schierato il premier Giuseppe Conte, che – seppur con tutta la diplomazia che lo contraddistingue e la precisazione che la sua è una “posizione personale, ma non sono addentro” – ha invocato “un segnale di cesura forte, anche con una pausa che sia di riflessione per tutti”. L’opposizione ha invece sfruttato l’occasione per attaccare il segretario leghista, richiamando le polemiche per la foto con Luca Lucci, capo ultras del Milan, di cui Salvini è grande tifoso. “Ora tutti a condannare le bande di ultras. I loro cori razzisti, le aggressioni, la violenza contro le forze dell’ordine. Bene. Peccato che il ministro dell’Interno era andato a omaggiarli, questi ultras, appena dieci giorni fa”, l’affondo dell’ex premier Paolo Gentiloni, mentre per Matteo Renzi “il ministro Salvini deve recuperare credibilità. I cori razzisti fanno schifo sempre e Salvini dovrebbe ricordarlo visto che qualche anno fa quei cori li intonava lui, contro i napoletani”.

Intanto, il questore di Milano, Marcello Cardona, ha emesso sette Daspo per altrettanti ultras interisti dei nove considerati responsabili degli scontri prima della partita con il Napoli. Sono tutti italiani tra i 18 e i 48 anni. A metà gennaio ci sarà anche una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza con Inter e Milan e il prefetto milanese, Renato Saccone. “È anche probabile che terminata l’efficacia dei provvedimenti della giustizia sportiva il prefetto possa aggiungere provvedimenti di chiusura di parti della curva”, ha annunciato Saccone, che punta a verificare i legami tra le persone coinvolte, “che hanno premeditato l’agguato”, e la curva.

Consiglio Comunale di Napoli, ok a ordine del giorno per tutelare lo spirito sportivo nel calcio

Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato all’unanimita’ un ordine del giorno che richiede “l’avvio di idonee azioni verso la Lega Calcio e verso le autorita’ giudiziarie, sportive e ordinarie, affinche’ venga tutelato lo spirito sportivo che un incontro di calcio rappresenta, senza diversita’ di razza”. L’ordine del giorno, presentato dal consigliere di Agora’, Nino Simeone, e’ stato firmato da tutti i capigruppo.

 

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