Complice la sosta delle nazionali arriva il momento delle analisi e delle valutazioni, di un bilancio a mente fredda di quanto accaduto nell’ultima pazza notte di agosto. Il palpitante 4-3 di Torino sorride inevitabilmente alla Juventus, ma al tempo stesso ha fatto suonare alcuni campanelli d’allarme, legati alla tenuta atletica e soprattutto a quella difensiva. Viceversa la più amara delle sconfitte per il Napoli è un duro colpo da digerire – anche se c’è un intero campionato all’orizzonte – per Insigne e compagni, sebbene l’incredibile rimonta da 3-0 a 3-3 nel giro di un quarto d’ora, con i tre nuovi acquisti a segno, rappresenti il punto da cui ripartire e attorno a cui costruire più solide fondamenta.

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Maurizio Sarri può essere soddisfatto per aver visto, dagli spalti nell’attesa di tornare a dirigere le operazioni sul campo, un’ora di grande Juve. Convincente, arrembante, desiderosa di non speculare su un vantaggio minimo. L’intesa tra Ronaldo e Higuain funziona a meraviglia, il ‘Pipita’ sembra un giocatore ritrovato, nuovamente leader dopo appena 180 minuti di una squadra che ha lasciato un anno fa e che ha ritrovato con un CR7 in più. L’altra arma letale dei bianconeri è Douglas Costa, il giocatore più trasformato dal processo di sarrizzazione ancora in corso.

A Torino però non è tutto rose e fiori, come dimostra il 4-3. “Prima partita in casa con una difficile vittoria contro un avversario molto forte. Il calcio ci ha insegnato che le gare vanno giocate fino all’ultimo minuto. Congratulazioni alla squadra”, il monito lanciato dal cinque volte Pallone d’Oro, che non rinuncia alla sua consueta sessione di lavoro domenicale e avverte i compagni. Vero che la condizione fisica non può essere al top e che il 4-3 dell’Allianz Stadium va catalogato sotto l’etichetta ‘calcio d’agosto’, con tutti i suoi pro e i suoi contro, ma per vincere titoli e trofei a fine stagione, cali di tensione come quello contro i campani devono essere ridotti al minimo sindacale. “Una prima in casa piena di spunti su cui lavorare, lavorare e lavorare. Una vittoria importante, arrivata a ricordarci da subito quanto sia fondamentale stare sul campo sino all’ultimo minuto – ribadisce non a caso Leonardo Bonucci, capitano dopo il forfait di Chiellini chiamato a guidare la squadra nei momenti più difficili – Siamo la Juventus e mollare non si deve. Mai”.

 

A tal proposito proprio la linea di trincea bianconera è finita sotto accusa dopo il triplice fischio finale di Orsato. Danilo, felicità per il gol lampo a parte, ha faticato quando si è trattato di difendere e non più di offendere. Da dimenticare poi il debutto di De Ligt, il gioiello arrivato in estate, impreciso su tutte e tre le reti del Napoli. La sensazione è che ci vorrà un po’ di tempo per colmare la voragine lasciata da Chiellini, sia in termini di carisma che tattici. Un problema non da poco considerando che il capitano della Juve non tornerà prima del 2020.

Il Napoli torna a casa con l’umore a terra, non tanto per la sconfitta in sé e per sé ma per il modo in cui essa è maturata, con la beffa finale dell’autorete di Koulibaly. I campani sono stati succubi dell’avversario per più di un’ora e hanno mostrato, ancora una volta dopo Firenze, di aver scarso equilibrio tra i reparti. Carlo Ancelotti dovrà lavorare e non poco per ritrovare quella compattezza necessaria per frequentare i quartieri più nobili della classifica. Al momento però si gode i nuovi acquisti, una delle note liete, che hanno avuto un buon impatto sulla squadra confezionando l’incredibile rimonta. Proprio come avvenuto al ‘Franchi’ poi Insigne e compagni sono stati bravi a recuperare da una situazione complicata, testimonianza di caparbietà e capacità di saper reagire alle difficoltà. Il Napoli dovrà ripartire da qui, e da un Arkadiusz Milik in più, pronto a riprendersi un posto al centro dell’attacco al rientro dalla sosta delle nazionali. “Un errore non cambia niente. Sei sempre il nostro campione Kalidou – il messaggio di solidarietà del polacco rivolto a Koulibaly – Forza Napoli, siamo solo all’inizio”. Il tempo per resettare e risincronizzarsi non manca.

 

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