Andrea Agnelli e John Elkann

Juventus sotto i riflettori a Piazza Affari: i titoli della squadra bianco-nera, che sono rimasti al palo per quasi tutta la seduta, si sono improvvisamente risvegliati, mettendo a segno un rialzo dello 0,8%, piu’ o meno in linea con quello del Ftse Mib. Nelle ultime sedute, pero’, le azioni della societa’ sportiva sono andate male non beneficiando dell’andamento positivo della Borsa, ne’ della prima vittoria di campionato contro il Napoli: da lunedi’ le azioni hanno lasciato sul parterre quasi il 2%, continuando a percorrere la strada del ribasso imboccata dallo scorso 23 agosto, da quando hanno perso all’incirca il 10%. Del resto gli investitori sono prudenti nell’attesa che il prossimo 19 settembre il cda della societa’ sportiva si riunisca per approvare i conti dell’esercizio 2018-2019 terminato a fine giugno. Tuttavia si profila un bilancio in rosso per circa 40 milioni di euro, almeno secondo i calcoli basati sui dati della relazione semestrale di Exor Nv, la holding che possiede il 63,77%.

 

Negli anni passati lo scostamento tra i numeri emersi dalla semestrale di Exor e quelli definitivi della Juventus e’ sempre stato minimo e legato piu’ che altro al calciomercato. Nel dettaglio, come indicato dal Sole 24 Ore, nella semestrale di Exor, approvata ieri dal cda presieduto da John Elkann, tra i risultati delle partecipate, calcolati con il metodo del patrimonio netto, e’ indicato che la Juventus ha registrato una perdita di 47 milioni nel periodo dal primo gennaio al 30 giugno 2019, contro il rosso di 62 milioni dello stesso periodo del 2018. Nella prima meta’ del suo anno fiscale, pero’, la Juventus aveva registrato un utile netto di 7,4 milioni. Pertanto la somma algebrica porta a un rosso attorno a 40 milioni, livello peggiore della perdita di 19,2 milioni dell’esercizio precedente.

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Del resto la scorsa stagione il club bianco-nero ha risentito dell’ammortamento di cartellino dell’attaccante portoghese, Cristiano Ronaldo. Il mercato, pero’, si interroga sulle mosse del cda, che potrebbe ragionare su un rafforzamento del capitale della societa’. Nei mesi scorsi gli analisti di Intermonte, pur mettendo in conto una perdita piu’ elevata, attorno a 50 milioni, avevano commentato che la societa’, dopo la pubblicazione del bilancio, potrebbe cercare mezzi freschi nel caso in cui volesse accelerare i propri investimenti. Gli esperti avevano comunque escluso ‘la necessita’ di un aumento di capitale’, pur sottolineando che alla fine dell’anno fiscale 2018-2019 il book value potrebbe essere scivolato notevolmente dai 72 milioni dell’anno precedente.