Davide Bonavita, fondatore del gruppo ultras bianconero dei True Boys

Choc nella Sud dell’Allianz Stadium

di Giancarlo Tommasone

«I True Boys non esistono più. Ho personalmente sciolto il direttivo nazionale il 17 novembre scorso». A parlare è Alessandro De Amicis, 51 anni, per 11 mesi portavoce nazionale del gruppo di tifosi organizzati juventini che sedevano nella Sud dell’Allianz Stadium. Cosa è successo? Perché una tale decisione? Per cercare di comprendere la vicenda, bisogna fare riferimento alle rivelazioni clamorose rese nelle scorse ore, dal fondatore dei True Boys, Davide Bonavita. Di origine napoletana, vive in Germania e per sei anni (ufficialmente dal 2013 a ieri) ha sempre professato fede bianconera, fino a quando, questo però lo dice lui, non sarebbe uscito allo scoperto. Attraverso una serie di post su Facebook, infatti, ha dichiarato che da sempre è un tifoso del Napoli e che in questi anni si è comportato da vero e proprio infiltrato nella curva della Juventus. A quale scopo? «Caro Alberto Pairetto (dirigente Juventus), il Cavallo  di Troia non l’hai potuto fermare. Dal 2013 ho lavorato per il mio progetto e mi sono sentito come un uomo in cella al 41 bis per una cosa: interrompere il vostro equilibrio rubentino, per non farvi più cantare “Lavali col F… (il coro Lavali col fuoco, ndr)”. Grazie a me non la canterete mai più».

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a vedere la partita con un tifoso azzurro»

A guardarla così appare come una scusa che regge poco, difficile credere che uno come Bonavita, che tra l’altro si è lasciato immortalare in un video al San Paolo, durante il quale definisce un «cesso» il tempio dei tifosi e «immondizia» i 60mila che può ospitare, abbia effettuato questa operazione soltanto per impedire che nella Sud dell’Allianz Stadium non si alzassero più cori contro i napoletani. «Un solo napoletano ci è voluto per farvi cadere… un solo napoletano è riuscito a rifornire voi beduini del Primo Anello-Curva Sud con biglietti, e adesso vi ho fatto cadere come una spugna bagnata… un solo napoletano ci è voluto a chiudervi la bocca e a non farvi mai più cantare (cori offensivi contro i napoletani, ndr)», scrive Bonavita, postando a corredo un fotomontaggio, con la sua faccia che sostituisce quella di Nino D’Angelo sulla locandina del «Ragazzo della Curva B».

Riusciamo a raggiungere su WhatsApp,
Davide Bonavita, per una intervista.
Nell’attesa di fissarla, tiene solo a ribadire:
«L’importante è che spacchiamo
il c… alla Juve e a Alberto Pairetto»

Un depistaggio, quello di Bonavita? Il tentativo riuscito di un infiltrato? Una operazione di marketing? Al riguardo Stylo24 ha interpellato l’ex portavoce nazionale dei True Boys. «Nei giorni scorsi abbiamo diramato un comunicato, col quale abbiamo preso le distanze dal presidente Davide Bonavita, e abbiamo di fatto sciolto il direttivo dei True Boys. Il gruppo non esiste più. Ci sentiamo presi in giro, raggirati moralmente», dichiara Alessandro De Amicis. «La decisione è stata presa dopo un confronto con Bonavita, al quale abbiamo chiesto spiegazioni rispetto a una linea che non ci appariva chiara e riguardo a cose che non tornavano. E ci ha risposto che i True Boys erano stati fondati da lui, che si faceva come diceva lui. A questo punto abbiamo sciolto il direttivo». Ma Bonavita, allora chi è? Che idea si è fatto di lui, De Amicis. «Non lo so di preciso, ma posso dire che sicuramente è un millantatore. Uno che ha illuso centinaia di tifosi bianconeri. E che sta mettendo su quest’altra sceneggiata, affermando di essere supporter del Napoli. Per come la vedo io, si tratta solo di una persona che ha lucrato sulla pelle degli juventini, degli iscritti della Germania, di Malta e del resto d’Italia, ai quali ha fornito biglietti, facendosi pagare il sovrapprezzo con la scusa della tessera. Ai quali ha venduto merchandising, vale a dire felpe, magliette e quant’altro. Tutto per un unico scopo: quello di fare soldi». «E, per tale scopo, ha innescato una guerra tra tifosi all’interno della Sud, mettendo in pericolo anche le persone che con me tutte le volte si sedevano allo stadio sotto le insegne dei True Boys. Oggi ancor di più, perché nonostante abbiamo dichiarato pubblicamente che il gruppo è sciolto, e abbiamo preso le distanze da Bonavita, associano me e gli ex aderenti ai True Boys a uno che ha finto per anni, per tornaconto personale. Inoltre, un mese fa, questa persona ha preso il Daspo della durata di due anni. Tutto ciò si ripercuoterà, inesorabilmente anche sugli ex componenti del gruppo. Gente che va allo stadio solo per sostenere i colori bianconeri, senza mai aver avuto il minimo problema con la legge e con le regole da rispettare». Voi avete mai acquistato biglietti da Bonavita? «Noi, e parlo di quelli del gruppo che erano sempre presenti nella Sud, no. Ma è evidente che Bonavita forniva tagliandi agli iscritti dei True Boys in Germania, a Malta e in altre parti d’Italia. E oltre ai biglietti, tessere del gruppo a pagamento, che invece avrebbero dovuto essere gratuite». E Bonavita, come aveva tanta disponibilità di biglietti da rivendere? Chi glieli forniva? «Bella domanda. A cui non posso rispondere perché dell’aspetto amministrativo si occupava esclusivamente e solo Bonavita. Questa è una cosa che vorrei chiedere ad Alberto Pairetto, che tra l’altro, lo stesso Bonavita ha tirato in ballo, dichiarando di avere delle chat scambiate con il dirigente della Juventus», conclude De Amicis.