martedì, Agosto 9, 2022
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Juve, sui contratti solo la firma di Paratici

La valutazione dei calciatori era affidata solo all’ex dirigente

Tutto ruotava attorno alla figura di Fabio Paratici e alle sue valutazioni. Un uomo solo poteva decidere il valore di un calciatore. Se poi quel valore fosse basato su valutazioni errate poco importava. Il dato – indicativo di una gestione assai poco centralizzata e trasparente, secondo gli inquirenti – emerge dalle carte giudiziarie che hanno «inguaiato» la Juventus S.p.a. e che hanno portato venerdì scorso alle perquisizioni negli uffici bianconeri. Secondo gli investigatori sono emersi in più occasioni riferimenti alla «gestione Paratici», vero artefice della «pianificazione preventiva delle plusvalenze». Lo si evince da alcune intercettazioni in cui gli indagati affermavano con precisione che i vertici «hanno chiesto di fa’ le plusvalenze» o quando hanno detto «che almeno Fabio (Paratici, appunto, oggi ds al Tottenham, ndr), dovevi fa’ le plusvalenze e facevi le plusvalenze».

Parole gravissime e secondo il pool di magistrati «i vertici del C.d.A. della società bianconera, in primis il presidente Andrea Agnelli, appaiono, di fatto, ben consapevoli della condotta attuata dall’ex manager bianconero e delle conseguenze estremamente negative sotto il profilo finanziario». Che appare difficile abbia agito da solo. Atti di «maquillage contabile», spiegano ancora i magistrati, che non dipendevano solo dalla crisi pandemica ma che probabilmente erano diventate ormai una consuetudine per salvare i bilanci in rosso. Lo si apprende dagli indagati in una conversazione intercettata quando affermano: «Sì ma non era solo il Covid e questo lo sappiamo bene».

Il valore però di un giocatore non è quantificabile con certezza

Non si può stabilire, se non attraverso anni di esperienza e determinate valutazioni degli addetti ai lavori, l’esatto costo di un cartellino. Nella Juventus, secondo i magistrati, «non risulta concretamente applicata una formale procedura interna atta a stabilire i valori ritenuti opportuni e desiderabili per l’acquisizione/cessione di calciatori». I contratti, negli anni in esame della magistratura, sarebbero stati sottoscritti con la sola firma di Fabio Paratici e con l’eventuale controfirma del vicepresidente Pavel Nedved. Tutto questo porterebbe a un bilancio basato «su un atto di fede della correttezza di valutazione di una persona che ha firmato un contratto di vendita».

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