Sequestro da circa 153 milioni nell’inchiesta sui crediti fiscali e nuova penalizzazione. Il club resta affidato agli amministratori giudiziari
Per la Juve Stabia i problemi arrivano da due fronti diversi e finiscono per esplodere insieme. Alfredo Guerri è coinvolto nell’inchiesta sui crediti fiscali legati al Superbonus, con un sequestro da circa 153 milioni di euro. Quasi contemporaneamente il Tribunale Federale toglie alla squadra altri due punti per il mancato deposito della documentazione sui requisiti di onorabilità. Le vicende sono separate, ma per il club l’effetto si somma.
Il caso Guerri nasce dai cantieri contestati
L’indagine riguarda una sessantina di interventi edilizi. Secondo l’ipotesi degli inquirenti, parte dei crediti d’imposta sarebbe stata generata attraverso stati di avanzamento e documenti riferiti a lavori mai eseguiti o non ancora realizzati.
Guerri e gli altri indagati respingono le contestazioni e sostengono di poter dimostrare la correttezza del proprio operato.
La denuncia che apre il fascicolo
Uno dei casi riguarda un immobile a Pescocostanzo. Il proprietario avrebbe chiesto inizialmente uno studio di fattibilità per accedere al Superbonus, salvo poi decidere di non firmare il contratto.
Tempo dopo, consultando il proprio cassetto fiscale, avrebbe trovato un credito d’imposta superiore a 30mila euro a favore di Guerri. Da qui partono gli accertamenti. Gli investigatori parlano di un «enorme divario» tra fatture ricevute ed emesse e ipotizzano un «meccanismo fraudolento» basato su documentazione che avrebbe anticipato lavori ancora da fare.
L’inchiesta aveva già toccato la nuova proprietà
Stylo24 aveva già raccontato il primo sequestro che aveva coinvolto la Domus e la proprietà della Juve Stabia.
Le accuse fiscali, però, non riguardano direttamente l’attività sportiva del club. È una distinzione che resta necessaria mentre le due vicende finiscono sulle stesse pagine.
Poi arriva la penalizzazione federale
Nelle stesse ore il Tribunale Federale toglie altri due punti alla Juve Stabia. La sanzione riguarda il mancato deposito della documentazione richiesta sui requisiti di onorabilità e solidità finanziaria nella precedente cessione delle quote.
La FIGC conferma i due punti di penalizzazione e collega il provvedimento al passaggio alla Stabia Capital.
La società resta nelle mani degli amministratori
Il Tribunale prolunga il mandato di Scarpa e Ferrara. Almeno per ora, quindi, non ci sarà il nuovo consiglio di amministrazione ipotizzato nelle ore precedenti.
Sono gli amministratori giudiziari a garantire la continuità di un club che in pochi mesi ha attraversato passaggi di proprietà, sequestri e contestazioni federali.
Sul campo la classifica si fa più dura
La nuova penalizzazione porta la Juve Stabia ancora più in basso. Ora la squadra deve recuperare punti senza lasciare che le vicende societarie entrino ogni giorno nello spogliatoio.
La FIGC aveva già disposto una precedente penalizzazione per violazioni amministrative. Stavolta la Juve Stabia deve tenere insieme tre partite: quella sul campo, quella della proprietà e quella dell’amministrazione giudiziaria.

















