Vincenzo De Luca e Jorit

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di Giancarlo Tommasone

La nuova azione politica del governatore Vincenzo De Luca passa anche dal mecenatismo. Il simbolo della rinascita artistica a Napoli e in Campania, attraverso la street art, è rappresentata senza dubbio dall’italo-olandese Jorit Agoch (si legge pure ’a gocc’, vale a dire la goccia).

L’artista originario di Quarto
ha lasciato il segno con i suoi murales
che sono stati realizzati in diversi
quartieri di Napoli e sono diventati
famosissimi in tutto il mondo.
Ma da qualche mese
ha fatto sosta anche a Salerno

Da febbraio scorso, infatti, su un muro di 400 metri quadrati, nel nuovo parcheggio di Via Vinciprova, fa mostra di sé l’opera ispirata alla figura di Trotula de Ruggiero, la donna medico che operò nella scuola medica salernitana. Il progetto è stato patrocinato dal Comune considerato il «feudo» di De Luca.

E’ indubbio quindi, come lo street artist si sia avvicinato al governatore. Non dimentichiamo infatti che per l’EaV (partecipata della Regione Campania) è stato realizzato il murale di Pier Paolo Pasolini a Scampia. Un’altra opera di Jorit, potrebbe celebrare le Universiadi 2019 (manifestazione che porta il brand dell’ente campano) al centro direzionale di Napoli. Si tratta di un murale che si annuncia tra i più estesi e più alto al mondo.

E allora assistiamo
a una vera e propria liaison
tra il giovane artista
e il numero uno della Regione

Vicinanza, collaborazione, accordi cementati nel corso di un incontro avvenuto tra De Luca e Jorit nell’ufficio del governatore a Palazzo Santa Lucia. Un incontro, che si è svolto nelle ultime settimane dello scorso anno, e che sarebbe stato tenuto debitamente lontano dalle telecamere, facendo a meno di ogni forma di pubblicità.

Uno «scippo» culturale in piena regola,
quello di De Luca, ma anche
dalla notevole valenza politica
in vista delle prossime elezioni regionali

Jorit, personaggio estremamente «libero» (è bene sottolinearlo) per un lungo periodo è sembrato, in virtù dell’attività artistica, essere molto vicino al sindaco Luigi de Magistris, che più volte lo ha portato come esempio di rinascita culturale della città, tanto che il Comune di Napoli ha aperto un tavolo per la street art.

Qualcosa però, deve essere cambiato, un indizio su tutti la lettera finita sulla scrivania del primo cittadino partenopeo alla fine dello scorso gennaio. Lettera firmata, tra gli altri, proprio da Jorit Agoch. Nella missiva l’accusa di «gestione monopolistica della cosa pubblica». L’episodio è stato riportato da «la Repubblica» in un articolo a firma del collega Alessio Gemma. Il testo fa riferimento ai fondi per realizzare 26 opere di street art a Napoli. Investimento importantissimo, ma che ha scatenato più di una polemica dopo l’affidamento diretto di 40mila euro da parte del Comune all’associazione Arteteca per supportare i laboratori di educativa territoriale sulla street art. Il percorso prevede la realizzazione di un’opera attraverso ognuno dei 26 centri territoriali. «La direzione Welfare – si legge nella lettera – vincola di fatto gli enti abilitanti alla regia dell’associazione Arteteca per la produzione delle opere».

Al momento, è indubbio che i rapporti tra Jorit
e de Magistris, siano alquanto tiepidi per non dire freddi

Altrettanto indubbia è invece la vicinanza, dal punto di vista collaborativo, tra De Luca e l’artista italo-olandese. E questo, come scrivevamo, potrà avere un peso di immagine importante, in vista delle prossime Regionali, agone in cui potrebbe registrarsi la sfida proprio tra il governatore e il sindaco di Napoli.

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