di Natale Musella.

Ormai siamo al paradosso! L’Italia intera si batte per creare lavoro e per ricompensa ottiene la fuga, giusta o ingiusta, dei capitali industriali dall’Italia. Dove dobbiamo ancora arrivare se ormai si è già toccato il fondo? Al Sud si sono avute le prime avvisaglie con la chiusura di Whirlpool, ora si è verificata la fuga di Arcelor Mittal da Taranto. Cosa ci dobbiamo ancora aspettare? E i Governi cosa fanno? I nostri governanti pensano solo a litigare e mettere tasse là dove dovrebbero evitarle. Certo si sa che le tasse bisogna pagarle; l’aria che respiriamo deve essere pulita; ma se le persone non lavorano dove prendono i soldi per pagare le tasse? In Italia non si può, ma non si riesce a vivere solo di turismo e di espedienti. Con queste attività il popolo non può vivere, e quantunque fossero giuste e buone, queste attività, sicuramente non coprirebbero il fabbisogno delle famiglie per vivere. Allora dobbiamo domandarci: ma a cosa serve un Governo o addirittura un Parlamento che non riesce a portare avanti una politica economica in generale né, tanto meno quella per il lavoro? Non è possibile pensare di fare una Finanziaria spremendo il popolo che non riesce a guadagnare un euro senza lavoro.

Visto che fino ad oggi nessun Governo ha voluto combattere seriamente l’evasione fiscale, toccando solo i piccoli imprenditori che, tra l’altro, rappresentano una parte cospicua di quel poco di ricchezza esistente in Italia, sarebbe meglio che gli italiani ci riflettessero un attimino prima di eleggere certi personaggi al Parlamento. Ormai in molti hanno capito che essere seduti su una specifica poltrona è bello e comodo; vedersi arrivare lo stipendio che suona una bellissima musica alle orecchie e alle tasche, non hanno dubbi a candidarsi.

Per questo motivo c’è da credere veramente; perché di solito non fanno altro o qualcos’altro che non sia di carattere egocentrico e corruttibile. Allora visto che il Parlamento ce lo dobbiamo tenere, perché serve al popolo; la guida amministrativa quanto meno è indispensabile. Visto che il Governo deve guidare il paese, cerchiamo quantomeno di far funzionare al meglio questi istituti. Ma che cercassero realmente e concretamente di lavorare e abbattere la burocrazia spendacciona; creare il lavoro ed intervenendo sostanzialmente sul debito pubblico che è spaventoso. Intervenendo con pazienza certosina sui costi e ricavi che la macchina dello stato ha messo in moto ormai da anni e sprecando denaro pubblico.

Queste sono le cose che un popolo si aspetta dai suoi rappresentanti; tanto la spesa della massaia tutti la sanno fare e anche e soprattutto fare debiti è molto semplice: basta chiedere un prestito e promettere di restituire i soldi. Non parliamo poi di chiedere un prestito pagando fior di quattrini come interessi come hanno fatto i nostri rappresentanti facendo lievitare a dismisura il debito pubblico. E io pago, diceva il grande Totò!