L'Isis minaccia l'Italia con un fotomontaggio del Colosseo in fiamme

“Partecipazione all’associazione terroristica dello Stato Islamico”. E’ l’accusa nei confronti di un italo-marocchino arrestato questa mattina dalla Polizia al termine di un’indagine dell’Antiterrorismo coordinata dalla procura di Torino. Si tratta di Elmahdi Halili, 23enne autore del primo testo di propaganda dell’Isis in italiano.

Halili El Mahdi, il 23enne marocchino arrestato oggi

Tra il materiale confluito negli atti d’indagine “vi sono diversi filmati riproducenti le gesta dei mujaheddin in Siria ed Iraq, le cruente esecuzioni nei confronti di civili e militari, le rivendicazioni e/o celebrazioni degli attentati di Parigi e Bruxelles nonché gli infervorati sermoni di ‘predicatori dell’odio’ del calibro di Anwar Al-awlaki, conosciuto anche come ‘il Bin Laden di Internet’, considerati da Halili come dei veri e propri padri spirituali al pari del portavoce del Califfato Mohamed Al Adnani”.

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Il predicatore Anwar Al-awlaki

Proprio in occasione della diffusione della notizia della morte di Al Adnani, sottolinea la polizia, “l’arrestato aveva creato e pubblicato su una piattaforma social ad accesso pubblico tre playlist con i messaggi più famosi del defunto portavoce dello Stato Islamico tra cui quello diffuso nel settembre 2014 che veicolava l’ordine dello Stato Islamico di scatenare la campagna del terrore in Europa che ha portato alle stragi compiute a partire dal gennaio 2015”.

Un jihadista palestinese che combatte per lo Stato Islamico

L’indagine che ha portato all’arresto del 23enne Halili Elmahdi per partecipazione all’associazione terroristica dello Stato Islamico, nasce a fine 2015. Allora, fa sapere la polizia, “il giovane era stato già oggetto di una sentenza di patteggiamento, emessa dal Tribunale di Torino alla pena di due anni di reclusione con sospensione condizionale della stessa per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo, avendo redatto e pubblicato sul web alcuni documenti di esaltazione dello Stato Islamico”.

La bandiera dell’Isis

Dalle successive attività di indagine avviate dai poliziotti della Digos, spiega la polizia, è emerso “un crescente percorso di radicalizzazione dell’Halili che, nonostante la citata sentenza, aveva addirittura intensificato la sua attività di proselitismo ed indottrinamento mediante il reperimento, la consultazione su diverse piattaforme multimediali e l’archiviazione di vario materiale di propaganda ed inneggiante al Jihad prodotto dallo Stato Islamico”.

I pattugliamenti dei servizi d’ordine dei terroristi a Raqqa

Oltre all’arresto del 23enne marocchino per partecipazione all’associazione terroristica dello Stato Islamico, nel corso della vasta operazione di polizia, coordinata dalla procura di Torino, la polizia Torino, con il supporto degli uffici di polizia di Milano, Napoli, Modena, Bergamo e Reggio Emilia, ha eseguito 13 perquisizioni domiciliari e personali nei confronti di appartenenti agli ambienti dell’estremismo islamico nel nord Italia.