Pietro Ioia

La nomina effettuata dal sindaco Luigi de Magistris

di Giancarlo Tommasone

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha nominato Pietro Ioia garante metropolitano per i detenuti. Da ribadire subito un concetto: Ioia ha finito di scontare la sua pena nel 2002, dopo aver passato in prigione, complessivamente 22 anni della propria vita. Il percorso a 18 anni di distanza dalla riconquistata libertà, è stato irreprensibile, e ciò fa emergere come, nel suo caso, il tempo trascorso in prigione gli abbia dato la possibilità di maturare, essere recuperato e riabilitarsi completamente davanti alla società.

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Del resto, anche in virtù dell’impegno dimostrato e del suo personale background, Ioia può essere considerata la persona più adatta per comprendere le problematiche dei detenuti e farsi loro portavoce. Soprattutto rispetto a realtà come quella di Poggioreale, assillata da criticità, contro le quali non si riesce a intervenire. Ognuno è naturalmente libero di criticare la scelta del sindaco e dell’amministrazione comunale, non pochi, infatti, hanno storto il naso rispetto alla nomina di un «pregiudicato» a garante dei detenuti. Non ultimi, alcuni responsabili dell’Unione sindacale di polizia penitenziaria. «Pur considerando l’ideologia politica del nostro sindaco alquanto sui generis, non riusciamo a comprendere come sia stato possibile sostenere questa nomina ».

Le polemiche
scaturite dalla nomina

Hanno scritto, in una nota congiunta, il presidente dell’Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale campano, Ciro Auricchio, che così hanno commentato la nomina di Pietro Ioia, «ex detenuto nel carcere di Poggioreale per reati quali spaccio di stupefacenti, a garante dei detenuti per la città di Napoli ». Occupandoci, adesso del percorso che ha portato a nominare Ioia garante dei detenuti, va rilevato che l’iter si è concluso dieci giorni dopo la sottoscrizione, da parte di Ioia, di un contratto a tempo indeterminato, con Gesco, gruppo di imprese sociali presieduto da Sergio D’Angelo. Come spiega a Stylo24, lo stesso Pietro Ioia, «una decina di giorni fa ho tenuto un laboratorio con dei minori che stanno seguendo un percorso di recupero, e il mio modo di approcciarmi a loro e alle loro problematiche, ha fatto propendere Gesco a propormi il contratto».

Passa poco più di una settimana e arriva la nomina del sindaco, che investe Ioia del ruolo di garante dei detenuti (l’incarico, nel caso in cui venisse accettato, è rivestito a titolo gratuito). Ma, ci si può chiedere: come mai la nomina è arrivata solo dopo il contratto sottoscritto con  Gesco (a tempo indeterminato e per circa otto ore lavorative giornaliere)? Eppure l’ex detenuto è molto conosciuto in città, almeno da 10 anni a questa parte, per il suo impegno e la professionalità mostrata nel campo del recupero dei reclusi. Sarà sicuramente una coincidenza, che però non sgombera completamente il campo. E dà adito a considerare che Gesco, come Insurgencia, continuino a rappresentare centri di potere dal forte peso specifico rispetto alle scelte dell’amministrazione arancione, e nel caso del sindaco de Magistris.