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di
Giancarlo Tommasone

E’ vario il campionario di insetti che nel corso degli anni ha «invaso» i nosocomi napoletani. Formiche, moscerini, zanzare, scarafaggi, blatte: gli ospedali non si sono fatti mancare niente. Anche se, per quanto riguarda gli ultimi avvistamenti, sempre «a favore» di smartphone e di Facebook, più di un dubbio, circa una presunta regia dietro gli accadimenti, è venuto.

L’ultimo episodio in ordine di tempo
è quello delle blatte al Vecchio Pellegrini

Anche questo, come i precedenti relativi alle formiche al San Giovanni Bosco, denunciato dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. Di sabotaggio hanno parlato anche il direttore sanitario dell’ospedale, Mariella Corvino e il commissario straordinario dell’Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva. Quest’ultimo sposa apertamente l’ipotesi della pista dolosa: «In merito al gravissimo episodio dell’introduzione di blatte all’interno di un solo bagno del pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini – ha detto – la struttura commissariale ha già provveduto a sporgere denuncia alle autorità competenti affinché possano individuare e punire i responsabili».

Anche perché, cosa strana assai, le blatte immortalate nel video
e ritrovate nel bagno del pronto soccorso (che non ha finestre né fessure) somigliano a una specie del Madagascar, di quelle che si vendono
per nutrire i roditori allevati in casa

Inoltre, sul «luogo del delitto» è stato rinvenuto anche il pastone che si utilizza per alimentare gli insetti. Tutti indizi che portano a pensare che le blatte, al Vecchio Pellegrini, ce le ha portate qualcuno. Per quale motivo? A questa domanda sono chiamati a rispondere gli inquirenti.

Nell’ultimo periodo, parliamo di quello che va dal 2017 all’inizio del 2019,
si contano sempre più avvistamenti di insetti presso i nosocomi. La cosa singolare è rappresentata dal fatto che si tratta di episodi ravvicinati nel tempo

Mentre la forbice tra un avvistamento e l’altro, nel precedente periodo che andremo a considerare (1994-2016) è notevolmente più ampia. Partiamo a ritroso. Prima dell’episodio al Vecchio Pellegrini si è registrato quello al San Giovanni Bosco, il caso delle formiche nel reparto di Rianimazione.

Da giugno 2017 a febbraio 2019 (20 mesi)
si registrano 8 episodi di invasione di insetti

E’ accaduto lo scorso 31 gennaio. Il 14 dello stesso mese, dallo stesso ospedale arriva l’allarme di un presunto sabotaggio relativo all’ostruzione delle condotte fecali. Il 3 gennaio, invece, nuova «performance» delle formiche. Il nosocomio di Via Filippo Maria Briganti non esce dal centro della scena: il 19 dicembre 2018 l’accettazione chirurgica del pronto soccorso rimane chiusa per oltre un’ora, dalle 12 alle 13, ancora a causa delle formiche. Il precedente 10 novembre, era esploso il caso della donna intubata coperta dalla stessa specie di insetti.

Moscerini, zanzare, blatte e formiche:
la «fauna» degli ospedali partenopei

Una disinfestazione viene portata a termine al San Giovanni Bosco il 25 luglio 2017, conseguente all’invasione di zanzare registrata il 18 giugno. Sei giorni prima, una paziente allettata viene fotografata «ricoperta» di formiche all’ospedale San Paolo. Fin qui abbiamo registrato (giugno 2017-febbraio 2019) 8 episodi in 20 mesi. Passiamo al sei settembre del 2016, ospedale Pausilipon, con la segnalazione della presenza di una colonia di formiche nella stanza di una piccola degente. Per imbatterci in un’altra invasione di insetti bisogna andare al 3 agosto del 2009, con l’episodio relativo all’ospedale Cardarelli.

Sempre presso il nosocomio collinare un’invasione di zanzare viene denunciata il sedici giugno del 2008. Con un salto indietro di dieci anni, ci riportiamo al 26 agosto del 1998, quando all’ospedale Santobono, alcune mamme segnalano di aver partecipato a una vera e propria caccia agli scarafaggi, che si aggiravano sui pavimenti e su alcuni letti dei piccoli pazienti. Il 10 giugno dello stesso anno, l’allarme scatta al Nuovo Pellegrini, dove viene disposta la chiusura temporanea della cucina. Alcuni pazienti del reparto di Cardiologia, si erano rivolti agli agenti di polizia del drappello sostenendo di aver notato scarafaggi sui carrelli portavivande.

Novembre 1994-settembre del 2016:
in 22 anni vengono denunciati 8 episodi
Lo stesso numero si registra
in 20 mesi tra il 2017 e il 2019

Il 31 ottobre del 1997 è la volta del Loreto Mare. I Verdi guidati all’epoca da Alfonso Pecoraro Scanio, tengono una conferenza stampa, durante la quale emerge un particolare inquietante: una infermiera dell’ospedale afferma che nei mesi precedenti, in una mozzarella servita ad un degente in un reparto dell’ospedale di Via Amerigo Vespucci, era stata trovata una banconota da mille lire.

La banconota da mille lire finita
nella mozzarella servita a un degente

Il 27 maggio del 1995 viene invece segnalata una invasione di zanzare al Cardarelli. Infine, il 3 novembre del 1994, sempre al Cardarelli, il cosiddetto Tribunale per i diritti del Malato, attraverso un articolo pubblicato sul proprio giornale, ha denunciato la presenza di insetti nel reparto di Rianimazione dell’ospedale. In particolare sarebbe stata evidenziata nelle settimane precedenti, nel reparto «salva-vita» del presidio sanitario – su segnalazione della figlia di un ammalato – la presenza di moscerini. Anche per la seconda tranche, abbiamo contato 8 episodi, solo che sono avvenuti nell’arco di 22 anni, rispetto allo stesso numero registrato in 20 mesi.

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