CASCHETTO M4

I legami con il clan Amato-Pagano e i Casalesi.

La prefettura di Milano ha negato l’iscrizione nella white list ed emesso una interdittiva antimafia a carico della Newpol, società con sede a Paderno Dugnano, titolare di un appalto per la guardiania armata dei camion che operano sul cantiere della linea 4 della metropolitana della capoluogo lombardo. La Newpol fa parte, con, tra le altre, la Dm Security, del consorzio Altair.

Nel 2015 arriva la richiesta della Newpol di entrare nella white list, che non ottiene alcuna risposta, ma, non per questo si vede vietata la vincita di appalti, come detto, per la M4 (con ricavi quantificati in circa mezzo milione l’anno), o quello per alcuni cimiteri milanesi. Neanche nel 2017, quando cominciano a venir fuori le relazioni consortili della società. Come detto, nel consorzio Altairc’è anche la Dm Security, le cui quote societarie, fino a quattro anni fa, sono ripartite tra Crescenzo Marrone e l’avvocato Michelina D’Aniello. Ma proprio dal 2015 passano nelle mani dell’amministratore unico Bartolomeo Vitiello, detto Bartolo, originario di Giugliano, che, come annota la Prefettura è “già condannato per mafia e considerato esponente del clan dei Casalesi, capeggiato dal gruppo Bidognetti-Setola”.

La Dm viene interdetta nel giugno 2019 dalla Prefettura di Napoli per poi finire in liquidazione volontaria. Sempre secondo gli inquirenti, Crescenzo Marrone, pur avendo ceduto le sue quote, aveva continuato ad avere interessi interni alla società. E il suo nome, con quello della figlia Giusi (nessuno dei due indagato per mafia) torna quando vengono resi pubblici i dettagli dell’inchiesta Nives, che vede coinvolto il clan Amato-Pagano nei rapporti tra camorra, droga, riciclaggio e colletti bianchi. Coi quali i due Marrone erano in contatto. Da qui il sequestro, subito revocato, disposto per le quote della Newpol.

Si arriva, così, al gennaio 2019, quando il prefetto di Milano dispone una ispezione nella sede della società, facendo emerge gli interessi presenti di Marrone e D’Aniello, nonostante quest’ultima faccia capo a un’altra persone e le quote societarie siano intestate a ignari dipendenti. Uno dei quali dirà di riferire sempre a Marrone degli andamenti dei lavori. Infine, dal quadro degli inquirenti, sono emersi anche alcuni rapporti tra Marrone e un imprenditore titolare di due società già interdette per mafia. Tutto ciò, secondo la Prefettura, comporta “pericoli di permeabilità della società con la criminalità organizzata”. E le continue “modifiche societarie” rappresentano “un espediente finalizzato alla creazione di uno schermo formale dietro al quale dissimulare la proprietà reale dell’impresa”, volendo portare a una elusione “della normativa sui controlli antimafia”.

Tutto ciò ha portato a interdire la Newpol, che dallo scorso 1 ottobre, a due mesi dalla scadenza del contratto, ha lasciato i cantieri della Metropolitana di Milano.

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