La rissa tra Potere al Popolo e Insurgencia durante il corteo anti Salvini a Napoli
La rissa tra Potere al Popolo e Insurgencia durante il corteo anti Salvini a Napoli

di Giancarlo Tommasone

L’attacco squadrista da parte di uno dei sedicenti leader di Insurgencia, Raniero Madonna, che ha provato ad abbassare le insegne, strappando le bandiere di Potere al Popolo dalle mani dei militanti, rappresenta l’atto definitivo e pubblico della rottura tra il centro sociale di Via Vecchia San Rocco, Pap e l’Ex Opg Occupato-Je so’ pazzo di Materdei (dove è nato e si è sviluppato il soggetto politico guidato da Viola Carofalo).

Dopo l’aggressione, dalle dinamiche evidentemente fasciste, la situazione nei centri sociali napoletani, già di per sé critica, è letteralmente esplosa. Deflagrata ulteriormente pure in seguito alla pubblicazione sulla nostra, ed altre testate, delle immagini di Sìcomunicazione che sono inattaccabile testimonianza di una scena che non si era mai vista.

Perché il collettivo dei centri sociali che dovrebbe rappresentare il fronte, cosiddetto antifascista a Napoli, all’interno, è fratturato in diverse anime. Ciò sta a significare che Potere al Popolo, dopo una fase di transizione, che era stata voluta, in chiave attendista, da Viola Carofalo, sta prendendo velocemente sempre maggiori distanze da Insurgencia. Laboratorio occupato, quest’ultimo, che si trova a fronteggiare non solo la difficoltà di dover giustificare politicamente il prossimo incarico di Egidio Giordano in Città Metropolitana (fallito al momento il tentativo di andare a fare l’assessore in III Municipalità), ma anche tutta una serie di incongruenze che fino a questo momento, grazie alla capacità dialettica e attrattiva di de Magistris, erano state oscurate dalle promesse del sindaco. La prima promessa, quella di andare alle Europee, che ha fatto esporre Potere al Popolo, per poi farlo addirittura rinunciare alla competizione elettorale; la seconda, quella di concorrere alle Regionali.

Anche questa destinata se non a restare appunto, una promessa, a trovare poca fortuna, poiché è chiaro, che benché pomposamente, si autodefinisca «movimento nazionale», l’associazione deMa è radicata esclusivamente in alcuni quartieri della città che il sindaco amministra ormai dal 2011.

Il centro sociale Insurgencia è la più solida base elettorale di deMa

Bisogna sottolineare che la frattura tra i centri sociali, è stata determinata esclusivamente da Insurgencia, prima attraverso le dinamiche legate alle sue posizioni filogovernative arancioni per inseguire la poltrona e avere il controllo di segmenti culturali pseudo alternativi e remunerativi in termini di consensi e non solo (vedi su tutte, la manifestazione auto celebrativa e a senso unico, del Primo Maggio in Piazza Dante), e poi addirittura fisicamente, con l’aggressione registrata contro Potere al Popolo, nel corso della manifestazione anti Salvini di giovedì scorso.

La leader di Potere al Popolo, Viola Carofalo

Ma la frattura non è solo tra Pap e Inurgencia; anche Zero81, laboratorio di mutuo soccorso di Largo Banchi Nuovi, ha deciso di prendere le distanze dai sedicenti compagni di Via Vecchia San Rocco. Insurgencia, dunque, è sempre più isolata, e ci si domanda a questo punto, che cosa aspetti Potere al Popolo per rompere definitivamente l’alleanza con de Magistris, alleanza che non ha portato alcun vero risultato dal punto di vista elettorale.