L’infantile risposta di Insurgencia al nostro articolo, pubblicata nel pomeriggio di ieri su Facebook, conferma che i suoi rappresentanti di vertice sono diventati borghesi non solo per il modo di vivere (la gitarella in barca, lo champagnino e le ostriche, il posticino in consiglio comunale, la presidenza di Municipalità con lo stipendio sicuro), ma anche per la permalosità di chi si sente arrivato (dove, poi?).
Ed ecco, infatti, a fugare l’articolo di Stylo24 (che non è un blog, ma una testata registrata regolarmente presso il Tribunale di Napoli, ) arriva la nota esplicativa di Karim Franceschi che dice: sì, Egidio Giordano & co. sono dei bravi compagni perché hanno fatto parte delle staffette di solidarietà in Siria.
Spieghiamo però ai nostri lettori che le staffette di solidarietà (a cui partecipavano tutti i centri sociali d’Italia, dalle Marche al Piemonte, al Lazio, alla Toscana; e addirittura Legambiente e Medici senza Frontiere ed Emergency ed altre decine di sigle) altro non erano che raccolte di farmaci e attrezzature mediche che venivano poi portati a Kobane superando il confine turco-siriano.
Per dire, è lo stesso percorso che ha fatto Massimo Giletti nel 2016 per un reportage in Kurdistan andato in onda su “Non è l’Arena” (RaiUno). Secondo logica, dunque, potremmo dire che quelli di Insurgencia sono un po’ come Giletti. Mica si offendono? O magari si offende Giletti? Può darsi.
Il senso dell’articolo di Stylo24 di ieri non puntava a creare una contrapposizione tra i compagni di Torino, indagati per aver combattuto l’Isis nelle terre del Califfato, e quelli di Insurgencia, anche perché non sono nemmeno lontanamente paragonabili per coerenza ideologica e spessore culturale; ma a chiarire il diverso stile tra le esperienze dei centri sociali di Torino e di Napoli. Egidio Giordano & co. dopo aver partecipato alla staffetta sanitaria per Kobane, hanno deciso di scegliere la bella vita a rimorchio di Luigi de Magistris e della sua armata brancaleone. Lo stesso Karim Franceschi, dopo aver combattuto (e sottolineiamo combattuto) a Kobane, ha partecipato alla liberazione di Raqqa. Proprio come i cinque compagni di Torino oggi indagati dalla Procura perché considerati pericolosi.

Negli stessi mesi in cui gli antagonisti di Torino sfidavano a viso aperto i tagliagole islamici, rischiando di essere catturati, torturati e decapitati, i militanti (ma non troppo) di Insurgencia, invece, si sono messi a fare campagna elettorale per Giggino. Si sono messi a chiedere gli assessorati e i posti in lista, si sono ingegnati a creare una loro piccola rete di potere personale. Non è quello che hanno fatto prima (e la foto di Insurgencia che mostra Egidio Giordano in posa tra i curdi non vuol dire assolutamente nulla), ma quello che hanno avuto il coraggio di fare dopo che qualifica quelli di Insurgencia. Qualifica o meglio sarebbe dire: squalifica.
E pretendono ora, quelli di Mezzocannone occupato, di atteggiarsi a guerriglieri per una foto che campeggia a corredo del post di risposta di ieri? Siamo seri.
Stylo24 non ha posizioni preconcette nei confronti dei centri sociali, tant’è che segue con attenzione lo straordinario lavoro dell’ex Opg che, infatti, nella sua articolazione politica di Potere al Popolo, è lontana anni luce da Giggino e dalla stessa Insurgencia. Ci sarà un motivo, o no?
Non è colpa di Stylo24 se Insurgencia, a occhio e croce, può essere definita la versione democristiana dell’antagonismo socio-politico italiano. Ma non della Dc di De Gasperi, don Sturzo o di Aldo Moro; ma della Dc di Antonio Gava, di Clemente Mastella e di Paolo Cirino Pomicino. Che, tra l’altro, è pure imparentato con il loro dante causa, Luigi de Magistris.