Un cartello comparso nel corso della contestazione a De Luca

L’episodio registrato il 30 novembre scorso

Aggressione a colpi di sacchetti di immondizia contro il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Nelle scorse ore, i nomi di dieci persone (tra cui un minorenne) sono finiti nel registro degli indagati. Un adulto e un minore, considerati vicini al laboratorio occupato Insurgencia, sono stati denunciati perché ritenuti gli autori materiali del lancio di spazzatura, avvenuto lo scorso 30 novembre ad Aversa.

Insieme a loro indagate altre sei persone alle quali si contesta di aver preso parte a una manifestazione non autorizzata, e una coppia di partenopei, che secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe provato a sfondare il cordone delle forze dell’ordine per raggiungere De Luca. La notizia è stata riportata da Il Mattino, nell’articolo a firma di Mary Liguori. Dunque, Digos e Procura di Napoli Nord, hanno accesso i riflettori sul centro sociale Insurgencia e sul comitato Stop Biocidio, che non aveva perso tempo a rivendicare la manifestazione. Stylo24, all’atto della denuncia presentata dal governatore, aveva ipotizzato, come, ancora una volta, De Luca fosse stato oggetto di una sorta di contestazione a comando, attuata da Insurgencia e stop Biocidio.

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Tra i leader del comitato, è da sottolineare, c’è Raniero Madonna, esponente di punta del laboratorio di Via Vecchia San Rocco, e portavoce napoletano di Fridays For Future (non  si capisce chi gli abbia affidato l’incarico). La branca di movimentisti per la difesa dell’ambiente si conferma, dunque, la squadra messa in campo contro il presidente della Campania. Singolare il fatto che mai una volta, quelli di Insurgencia e Stop Biocidio abbiano manifestato nei confronti dell’amministrazione guidata da Luigi de Magistris, che non dimentichiamolo, sul versante dei rifiuti, oltre alla crisi della raccolta in città, ultimamente ha dovuto fare i conti anche con altre problematiche.

Il silenzio del comitato sulla bomba
ecologica di Via Nuova delle Brecce

Prima tra tutte quella del sito ex Icm di Via Nuova delle Brecce, una vera e propria «bomba ecologica». I residenti dell’area orientale di Napoli, per mesi, hanno dovuto convivere con i miasmi nocivi provenienti dal sito di stoccaggio, ma non ci risulta che gli ambientalisti di Insurgencia e Stop Biocidio, abbiano manifestato sotto Palazzo San Giacomo all’indirizzo del sindaco; men che mai ci risulta che abbiano pensato di lanciare sacchetti contro la fascia tricolore partenopea, per protesta. Tra l’altro, pure va detto, il sindaco nella sua Giunta può contare su un assessore di Insurgencia, Eleonora De Majo.

Gli pseudo antagonisti napoletani / Insurgencia,
ci risiamo: piazza un altro colpo in III Municipalità

Il centro sociale esprime anche altri consiglieri comunali, e i vertici della III Municipalità, con il presidente Ivo Poggiani e l’assessore alla Cultura, Egidio Giordano (compagno della De Majo). Tutti «fratelli di lotta» di Madonna, che quando c’è da contestare i «nemici» politici del sindaco non si tira mai indietro. Tornando all’attacco consumato nei confronti di De Luca, definito dal governatore «azione di squadrismo», e alle accuse della Procura, c’è da sottolineare ancora una volta, come Insurgencia vesta i panni di «braccio operativo» della contestazione a comando, sia essa attuata contro Renzi, Salvini o contro il presidente della Regione Campania.

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Tutto ciò senza voler nulla togliere al diritto di scendere in piazza di alcuno, che è sacrosanto, ma che non può risolversi nella contestazione sistematica e mirata nei confronti di un solo e unico obiettivo. Che per Insurgencia e Stop Biocidio, è evidente, è rappresentato da chi non è dalla parte degli arancioni.