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Valencia, Madrid e Vienna sono le citta’ europee che offrono l’ambiente migliore per le Pmi. La prima italiana e’ Napoli (18esima), seguita a stretto giro da Milano (20esima), Roma (22esima ) e Torino (23esima). Lo afferma “L’Indice delle Piccole Imprese 2019”, realizzato dalla societa’ fintech SumUp. L’analisi fotografa lo stato di salute della piccola imprenditoria nelle 100 citta’ piu’ popolose d’Europa, classificandole in base a quattro criteri: quantita’ e tipo di piccole aziende; densita’; disponibilita’ e prezzi degli affitti; supporto esterno. Alle spalle della doppietta spagnola, bene fanno anche le citta’ tedesche, che occupano nove dei primi trenta posti, con Berlino che si aggiudica il quarto posto in Europa ed Essen il settimo. Nel Regno Unito al primo posto c’e’ Birmingham (decima) che supera anche Londra (17esima), grazie alla disponibilita’ di spazi commerciali e altri immobili a prezzi ragionevoli. Per quanto riguarda la salute delle piccole imprese italiane – spiega SumUp – emerge una grande disomogeneita’. Se ci sono quattro citta’ nelle prime trenta, altre tre sono nelle retrovie: Firenze e’ 84esima, Bologna 88esima e Bari 96esima.

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Napoli e’ favorita soprattutto dai prezzi e dagli affitti, particolarmente convenienti. Milano ha una maggiore densita’ di Pmi, ma viene penalizzata da prezzi e affitti. Roma primeggia in Italia per numero di imprese e supporto esterno, ma mostra punteggi modesti in termini di densita’, il che indica la presenza di un grandissimo mercato ancora da sfruttare. Guardando all’Italia, SumUp rileva come l’investimento in capitale di rischio, da parte dello Stato, nelle piccole attivita’ italiane sia basso, superiore solo a Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca e Slovacchia. L’Italia riceve una buona quantita’ di sussidi da parte dell’Ue. L’economia digitale italiana resta indietro rispetto alle altre grandi nazioni europee. I dati dell’Indice delle Piccole Imprese rivelano che le citta’ con buoni punteggi alla voce “supporto esterno” (che indica un forte interesse per la piccola imprenditoria online) si piazzano piu’ in alto nella classifica generale. “Sorprendentemente basso” e’ poi il numero di negozi indipendenti in Italia: Napoli, Palermo, Firenze e Bari hanno un punteggio inferiore a 2 (su un massimo di 10) per questo fattore, molto probabilmente a causa della competizione da parte dei brand internazionali e delle grandi catene. D’altro canto, il Paese ha un punteggio alto per quanto riguarda i ristoranti, con molte attivita’ indipendenti a Milano e a Roma.

 

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