Angelo Vassallo
Angelo Vassallo

di Giancarlo Tommasone

Una nuova pista, ossigeno somministrato a un’inchiesta che si mantiene ancora in vita. E’ quella dell’omicidio del sindaco pescatore di Pollica, Angelo Vassallo, assassinato il 5 settembre del 2010. Archiviata la posizione di Bruno Humberto Damiani, detto il brasiliano (perché nato a Belo Horizonte), che per anni era stato indicato dagli inquirenti quale esecutore materiale del delitto, le indagini proseguono e potrebbero portare presto a nuove evoluzioni. La notizia è stata riportata da la Repubblica.

Il procuratore nazionale antimafia uscente, Franco Roberti
L’ex procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti

Le ‘anticipazioni’ del procuratore Franco Roberti

Lo aveva anticipato a Stylo24 l’ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti (dal 2009 al 2013 procuratore capo di Salerno), che a metà gennaio scorso così si era espresso: «Il fatto che le indagini tecnicamente debbano essere chiuse perché non c’è più possibilità di proroga, non sta a significare che non si continui a cercare il responsabile o i responsabili dell’omicidio Vassallo».

Una nuova pista, che da quanto trapela,
porterebbe ancora agli ambienti dello spaccio

Il filone dello smercio di stupefacenti sull’asse Salerno-Pollica-Palinuro era già stato seguito. Nuovi elementi, però, sono stati raccolti dall’aggiunto Rosa Volpe, che nonostante il trasferimento da Salerno a Napoli, continua ad avere il polso della situazione e delle indagini. Riflettori accesi ancora sulla figura di Damiani e su un agguato che quest’ultimo avrebbe subìto venti giorni prima del delitto Vassallo. Siamo in una discoteca di Palinuro, Damiani una sera di agosto sarebbe stato accoltellato dopo un litigio, avuto con una persona (o più persone). Quel diverbio sfociato nel sangue sarebbe avvenuto – secondo gli inquirenti – nell’ambito di dissidi per la gestione dello spaccio di stupefacenti nelle località del Cilento.

Dopo il ferimento, Damiani sarebbe stato medicato
presso l’ospedale di Vallo della Lucania

Risulta poi dalle indagini, che sempre il brasiliano, alcuni giorni dopo l’agguato subìto, avrebbe inseguito, impugnando una pistola, il presunto accoltellatore di Palinuro.

L’ospedale di Vallo della Lucania

I fatti sarebbero avvenuti a Pastena. Un’altra circostanza sulla quale  gli investigatori cercano di fare piena luce, è quella svelata da una persona ascoltata nell’ambito del ferimento avvenuto nella discoteca di Palinuro. I carabinieri annotano la testimonianza in cui si afferma che ad assistere Damiani, mentre era in ospedale a Vallo della Lucania, c’era un albergatore. L’hotel che quest’ultimo gestiva all’epoca ad Acciaroli, un mese e mezzo dopo l’omicidio Vassallo, fu oggetto di due raid incendiari, la cui matrice e i cui autori restano ancora sconosciuti.
C’è poi l’avvertimento,  quello con una bomba artigianale confezionata con chiodi e tritolo e fatta esplodere davanti  a un hotel di proprietà della famiglia del suddetto albergatore. Un giallo nel giallo che vede al centro lo spaccio di droga, di quella che sarebbe arrivata a fiumi, durante la stagione estiva in alcune località cilentane. Smistata da clan di Secondigliano e di Castellemmare di Stabia, ribadiscono gli inquirenti.