(controlli della Municipale, nelle foto le vetrine fuorilegge dei panifici denunciati)

Denunciati sette “passeggiatori”, nei guai anche due panifici per vendita di dolci

di Luigi Nicolosi

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Quarantena violata, è boom di controlli e denunce dalla zona collinare alla periferia orientale di Napoli. Sette persone sono state denunciate dalla Municipale nel giro di poche ore per inosservanza del decreto con cui la Presidenza del Consiglio dei ministri ha messo al bando gli spostamenti non necessari. Non solo, nel mirino dei caschi bianchi del Comune di Napoli sono finiti anche due panifici, uno al Vomero e l’altro a San Giovanni a Teduccio, pizzicati a vendere prodotti dolciari e di rosticceria nonostante il divieto.

A entrare in azione sono state le unità operative della polizia locale Vomero-Arenella e Barra-San Giovanni, entrambe dirette dal capitano Gaetano Frattini. I reparti hanno passato al setaccio le rispettive aree di competenza per l’intera giornata di ieri e, purtroppo, le cattive sorprese non si sono fatte attendere. In via Belvedere e in via Figurelle, infatti, i titolare di due panifici sono stati denunciati in quanto sulle vetrine espositive venivano esibiti dolci e pizzette nonostante il divieto di vendita imposto dal Governo.

I controlli hanno interessato anche i privati cittadini sorpresi a bighellonare per la città senza un valido motivo. Un uomo è stato fermato in via Luca Giordano: voleva “solo fare una passeggiata”, ha provato a giustificarsi, in vano. Stessa sorte per un signore del Borgo Sant’Antonio Abate, fermato addirittura all’Arenella, in piazza Medaglie d’Oro: in questo caso la “passeggiata” era stata ancora più lunga. Il “blitz” ha però interessato anche la zona est di Napoli, precisamente l’area circostante il complesso di edilizia popolare di via Taverna del Ferro, dove cinque persone (di cui una di Volla e un’altra di Ercolano) sono state sorprese lontano dal proprio domicilio senza un valido motivo. Per tutti e sette, una volta generalizzati, è scattata la quarantena obbligatoria e soprattutto una denuncia penale per inosservanza del Decreto del 9 marzo. Una “passeggiata” dal prezzo decisamente elevato.

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