Alcuni degli indagati per il ferimento del 17enne Arturo, accoltellato in Via Foria, posano insieme sul Lungomare di Napoli insieme a un altro amico

di Giancarlo Tommasone

Si trova nel carcere di Nisida da più di due settimane. Era il sei marzo scorso, infatti, quando gli agenti della Mobile di Napoli lo prelevarono dalla sua abitazione e lo accompagnarono presso la struttura penitenziaria minorile di Coroglio. Si chiama G. P., Genny, per gli amici.

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Il messaggio di Genny a Kekko su Facebook per invitarlo a resistere in carcere: entrambi sono detenuti, oggi

Ha sedici anni ed è il secondo arrestato per il tentato omicidio di Arturo. E’ stato fissato per l’inizio della prossima settimana l’incidente probatorio che avverrà quasi sicuramente attraverso la modalità del confronto all’americana. In una stanza ci sarà proprio Genny; l’indagato insieme ai cosiddetti birilli (soggetti a lui simili per costituzione fisica), verrà sottoposto all’esame visivo da parte di Arturo.

Non è escluso che oltre allo studente 17enne, potrebbe svolgere la prova per il riconoscimento anche un altro ragazzo. Si tratta del giovane finito nel mirino della baby-gang appena prima di Arturo; presagendo il pericolo, era però riuscito ad allontanarsi in tempo, sfuggendo al gruppo di balordi.

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Kekko, il 15enne indagato per il ferimento di Arturo in Via Foria

Come Arturo, anche il giovane scampato alla probabile aggressione, ha descritto alcuni dei componenti della banda e ha riconosciuto uno di essi. Si tratterebbe di F. C., Kekko, il 15enne arrestato lo scorso 24 dicembre, sei giorni dopo i fatti di Via Foria. E’ il 18 dicembre quando viene accoltellato Arturo. Il gruppo è formato da quattro balordi. Secondo la ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine e la versione dell’accaduto resa dal ragazzo ferito, due componenti della gang svolgono la funzione di sentinelle, mentre altri due lo affrontano e affondano diverse volte il coltello.

Il giovane Arturo coi genitori e il cardinale Sepe

Dopo sei giorni dal tragico episodio, dunque, si registra una prima svolta nelle indagini: viene arrestato il 15enne F. C. Il ragazzo viene trasferito nel carcere minorile di Airola. Nei giorni successivi verranno indagati altri due minorenni, G. L. P. (che però potrebbe uscire presto dalle indagini perché ha un alibi di ferro) e F. L., apprendista pizzaiolo.

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