di Giancarlo Tommasone

Il campionario di animali è vasto, si va da leone al coccodrillo, dalla tigre alla scimmia. Dalle ‘vacche sacre’ della ‘Ndrangheta alle bufale del clan dei Casalesi. Perché nell’universo delle organizzazioni malavitose, le belve, ma anche le bestie da allevamento, rappresentano un elemento totemico a cui non si può rinunciare. Fattore di ostentazione del potere attraverso il quale intimorire, ma anche semplicemente da esibire come status symbol. L’ultima operazione in ordine di tempo è quella portata a termine nel Parco dell’Aspromonte, coordinata dalla Prefettura di Reggio Calabria. Sono stati catturati 20 tori di proprietà di malavitosi, che gli appartenenti alle locali di ‘Ndrangheta avevano lasciato liberi nell’area protetta. Perché anche laddove c’è lo Stato, si deve sentire la presenza della mafia.

Un cavallo di razza sequestrato a un clan della camorra

Lo sa bene Alfonso Cacciapuoti, alias ‘capa bianca’, ritenuto vicino alla fazione di Francesco Schiavone, ‘Cicciariello’ per gli amici degli amici. A Cacciapuoti furono sequestrati 200 capi di bufale pregiate e un cavallo di razza. Ma passiamo alla sezione degli animali esotici, molto variegata. Si ricorderà la storia del leone Simba, che a maggio del 1996 fu ritrovato nel giardino dell’abitazione (nella zona di Capodichino) di Raffaele Brancaccio, detto Bambù, ritenuto luogotenente del boss Edoardo Contini, ‘o romano.
La fiera grande come un pony, 15 mesi di età, era alloggiata in uno spazio di 4 metri per due. In precedenza a Bambù era stato sequestrato un raro esemplare di ara macao, una specie di pappagallo in via di estinzione. Parlando di Simba e di felini, non poteva mancare il leopardo rinvenuto nel giardino di casa di Vincenzo Mazzarella. Siamo sempre a metà degli anni Novanta. Facendo un salto indietro di un decennio, ci imbattiamo in un capozona di Mugnano, che aveva ordinato ai suoi ‘picciotti’ di sistemare una tigre siberiana, all’interno di uno spazio ricavato ad hoc accanto alla sua villa.

Nel giardino della casa di Vincenzo Mazzarella fu trovato un leopardo

C’è perfino un coccodrillo alla ‘fiera delle fiere’ della camorra. Antonio Cristofaro, ritenuto boss emergente dei Casalesi, lo teneva sul terrazzo della sua abitazione. La scoperta nel 2009. Secondo la Dia, l’animale avrebbe avuto la funzione di intimorire le vittime del racket. Del 2004 è invece la scoperta della scimmia ‘scissionista’, come fu ribattezzata.
La bertuccia fu ritrovata pochi giorni prima del Natale del 2004 senza acqua, né cibo, imprigionata in un gabbiotto sul tetto di un palazzo di via Ghisleri, a Scampia. Stando a quanto ricostruirono, all’epoca, gli inquirenti, l’animale fu lasciato lì probabilmente da un esponente dei ‘ribelli’ in fuga. Di un appartenente al gruppo che fece la guerra a Paolo Di Lauro.

La ribattezzata scimmia ‘scissionista’

Proprio quest’ultimo possedeva un mastino napoletano dal pelo nero lucido, campione mondiale di purezza della razza. Il cane, Primo Carnera, dal valore stimato di 300 milioni di lire, era alloggiato in un allevamento abusivo in Piazza Zanardelli. Affidato alle cure di un affiliato che fu ucciso nel 2007 proprio lì, anche se il canile ormai, non esisteva più. Per chiudere, nello zoo della camorra non poteva mancare il lama, ‘ospitato’ nella tenuta appartenente a uno dei vertici del cartello dei Maranesi.