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di Giancarlo Tommasone

Spuntano anche due testimoni campani nella vicenda che ha coinvolto i genitori dell’ex premier Matteo Renzi. Papà Tiziano e mamma Laura Bovoli sono stati arrestati (e condotti ai domiciliari) nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Firenze, sul fallimento di alcune cooperative.

Inchiesta
che li vede indagati
per bancarotta fraudolenta
e false fatturazioni

Nel corso delle indagini, i finanzieri hanno ascoltato anche due campani che hanno reso dichiarazioni relative, rispettivamente all’impiego in nero presso un’azienda satellite di Renzi, e a un appalto che tramite quest’ultimo sarebbe stato affidato per la distribuzione in Campania delle Pagine Gialle.

La testimonianza di un lavoratore che
ha dichiarato di essere stato impiegato «in nero»

Il 9 maggio scorso, Luigi C. «ha riferito di aver lavorato “in nero” per la Delivery Service presso una piattaforma logistica in Pisa, località Ospedaletto, dove si occupavano della consegna di vini: rendicontavo i pagamenti e l’attività settimanalmente alla Delivery Service Italia e a un’altra società della quale non ricordo il nome. Preciso che l’interlocutrice della casella di posta elettronica della Delivery Service Italia alla quale inviavo tale rendiconto era tale “Lalla” (il soprannome con cui è conosciuta la madre dell’ex premier)».

L’imprenditore Gennaro M., invece, è stato
ascoltato dalle fiamme gialle, il 18 luglio scorso

Ha dichiarato – annotano gli inquirenti – che la Marmodiv (altra coop a rischio fallimento) gli era stata «… presentata nel luglio del 2016, da Tiziano Renzi che già conoscevo per motivi di lavoro. Ci siamo incontrati presso lo studio (di un avvocato) a Firenze. Erano presenti anche altre persone. L’oggetto della riunione era la distribuzione degli elenchi telefonici (Smartbook Seat di Italia Online) per la Campania. Tiziano ci ha detto che la commessa ce l’avrebbe data la Marmodiv, garantendo che erano persone serie. Il 16 settembre del 2016 a Roma, presso un bar, ho incontrato il rappresentante legale della Marmodiv e con mio padre (rappresentante legale di un’azienda) hanno sottoscritto il contratto per la distribuzione degli smartbook-Olo».

Gennaro M. ha pure dichiarato alla polizia giudiziaria di aver conosciuto «la Marmodiv quando il signor Tiziano Renzi, nel 2016 ci propose il lavoro di distribuzione delle Pagine Gialle per la Campania. La mia conoscenza con Tiziano Renzi risale a circa il 2010, per il tramite del signor Massone Mariano (anche lui indagato nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto i coniugi Renzi), in quanto all’epoca lavoravamo con Massone per la distribuzione delle Pagine Gialle e di alcuni volantini. La società era la One Post Spa. Hanno iniziato a non pagarci dei lavori e, dopo svariate vicissitudini delle società che ci commissionavano i lavori, sempre per il tramite di Massone, mancati pagamenti, fallimenti ecc. non abbiamo più lavorato nel settore del volantinaggio. Nel 2016, probabilmente proprio perché il signor Tiziano Renzi si sentiva in debito con noi per le difficoltà che avevamo affrontato e subìto, ci hanno proposto la distribuzione delle Pagine Gialle in Campania».

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