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di Giancarlo Tommasone

Dopo appena 38 anni, almeno si spera, 21 famiglie potrebbero trasferirsi in una casa vera. Trentotto anni sono una vita ed una vita è passata da quel fatidico 23 novembre del 1980. Il sisma con epicentro in  Irpinia spazzò via interi paesi, migliaia di esistenze; un vero e proprio spartiacque per la Campania, sotto tutti gli aspetti: morale, economico, sociale, politico.

Fu l’anno zero. Il terremoto fece
sentire i suoi effetti anche alle falde
del Vesuvio. Pure a Portici, dove all’inizio
si approntarono insediamenti
con centinaia di roulotte

Uno dei più grandi si trovava in Via De Lauzieres, nella zona dei cosiddetti Sette Campi, un altro, invece, sorse in Via De Nittis, nell’area che una volta era di pertinenza dell’istituto scolastico del Cristo Re. Dopo le case con le ruote fu la volta dei «container», poi si passò alle cosiddette «scatole prefabbricate», abitazioni in legno e laminato.

Ne furono impiantate anche in Via Scalea ed è proprio in quella zona che ancora oggi vivono i componenti di una ventina di nuclei familiari. «All’inizio credemmo che dovevamo stare qui per qualche mese, il tempo che ci sistemassero in una casa vera – afferma un’anziana residente, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione – ma gli anni sono passati senza che avvenisse nulla. Io sono venuta qua che avevo i figli piccoli, avevo passato la trentina, ora ho settant’anni e ho una decina di nipoti, alcuni dei quali sposati e con i figli». «Da qualche anno dicono che finalmente ci daranno la casa, ma se proprio devo essere sincera non mi importa più di tanto. Ora sono vecchia, avrebbero dovuto provvedere prima», afferma la donna.

In effetti la situazione potrebbe cambiare nei prossimi mesi, almeno a sentire l’assessore comunale con delega ai Lavori pubblici, Giovanni Iacone. «Tra circa otto mesi dovrebbero essere consegnati i 21 alloggi di edilizia popolare di Via Dalbono – dichiara Iacone a Stylo24Poi si passerà all’abbattimento delle casette di Via Scalea».

Un iter tormentato quello che, si spera,
porterà all’affidamento degli appartamenti

Bisogna andare indietro al 2001 (21 anni dopo il sisma), quando la Regione Campania stanzia i fondi per detti alloggi popolari a Portici. Si arriva poi al 2011 per vedere prodotta dal Comune la delibera di Giunta per realizzare i due edifici di edilizia pubblica, riservati ai terremotati. Costo complessivo dell’operazione: 2 milioni e seicentomila euro. Si va avanti così, tra blocchi delle opere e riprese dei lavori, fino al 2014, quando finalmente la situazione sembra subire una accelerazione. Da allora sono passati 4 anni, se tutto dovesse andare bene si arriverà ad assegnare gli appartamenti nell’estate del 2019. Quasi 40 anni dopo il sisma.

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