Il Comune di Napoli è a rischio default, soldi in cassa (che al momento è bloccata dal pignoramento del Cr8) non ce ne sono ed è legittimo andare a Roma a protestare contro il Governo. A difendere l’ente e la città di Napoli qualche giorno fa, i consiglieri comunali, c’erano quasi tutti. Anche quelli che nell’anno della propria elezione al Consiglio comunale hanno visto improvvisamente raddoppiarsi lo stipendio dai datori di lavori. Datori di lavoro che a loro volta vengono rimborsati dal Comune, con i soldi dei cittadini. Alcuni casi «particolari» Stylo24 li ha già raccontati: Maria Caniglia, del gruppo di maggioranza “Ce simme sfasteriati”, nel 2015 dichiarava 17mila 591 euro, nell’anno delle elezioni il balzo in avanti passando a 34mila 282euro. Manuela Mirra del gruppo di maggioranza dei Riformisti (che fanno capo a Gabriele Mundo) ha dichiarato nel 2015 poco più di 6mila euro, nel 2016 addirittura 21mila 649euro. Alessia Quaglietta del Pd è passata da 0 a 36mila euro. Anna Ulleto, eletta con il Pd, oggi nel gruppo misto, nel 2015, nel 730, ha dichiarato 15mila 706 euro, mentre nel 2016, 34mila 364.

Ma quanto costano ai napoletani i consiglieri comunali? Nel 2015: 930 mila 846 euro; nel 2016: 701 mila 368 euro (ma è un dato parziale considerando che si tratta dell’anno delle elezioni e sono diversi i mesi in cui il Consiglio non è insediato); nel 2017: 898 mila 035 euro. Meno del 2015? Assolutamente no. Perché nel 2015 i consiglieri erano 48 oggi sono 40. Ma chi è il «paperone» di via Verdi?

Escluse le due deputate Valeria Valente, che dichiara 126mila 463 euro, e Mara Carfagna 94mila, si piazza in pole Elena Coccia, consigliera di Napoli in Comune, in quota Rifondazione comunista, con i suoi compensi, dichiarati da 730 e pubblicati sul sito del Comune di Napoli (quindi pubblici), di 137mila euro nel 2016 e 133mila euro nel 2017. Coccia è un noto avvocato e da libero professionista scavalca anche le due deputate. Dopo di lei il capogruppo di Forza Italia Stanislao Lanzotti con i suoi 92mila euro. Terza sul podio la prof dei 5Stelle Francesca Menna con i suoi 75mila 106 euro. A seguire Mario Coppeto, anche lui del gruppo della sinistra, con 72mila 734 euro e Salvatore Pace, 68mila 853 euro.

Tra i più «poveri» risultano invece i più giovani, in termini di età media: Eleonora De Majo, 5mila 466 euro; Luigi Felaco, figlio dell’ex presidente dell’ordine degli Psicologi, con 8mila 432 euro; Laura Bismuto con 9mila 454 euro; Marco Gaudini dei Verdi con 10 mila euro e il tassista-sindacalista Ciro Langella.

Ci sono anche casi di consiglieri che guadagnavano di più e poi hanno ridotto drasticamente i propri guadagni: Pietro Rinaldi, ex gruppo della sinistra appena approdato in demA, nel 2015 dichiarava 65mila 970 euro, nel 2016 invece è passato a dichiarare un terzo dell’anno precedente: 19mila 272euro.