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di Francesco Vitale

Sono tutte residenti tra Castellammare di Stabia, Gragnano e i centri della penisola sorrentina, le persone coinvolte nell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Venticinque le misure cautelari eseguite durante l’operazione «Terra di Sirene».

Gli indagati (28, in totale) sono accusati,
a vario titolo, di detenzione
ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti,
coltivazione e produzione di stupefacenti,
estorsione, danneggiamento, furto e minacce

In carcere sono finiti in 14: Mario Molinari, Luigi Cioffi, Mattia Leone, Viviana De Liso, Luigi Iaccarino, Salvatore Di Martino, Fabio Di Martino, Giuseppe Di Martino, Luidi Di Martino, Vincenzo Savarese, Vittorio Savarese, Giovanni Celentano, Enrico Longobardi e Ivano Aniello Vanacore. Arresti domiciliari, invece, per Francesco Pio Turno, Filippo Caccioppoli, Eugenio Cioffi, Michele Arpino, Raffaele Ciampa e Giuseppe Guardato. La misura dell’ordine di presentazione alla polizia giudiziaria è stata emessa infine, per Veronica Silvestri, Ciro Cinque, Giuseppe Di Somma, Francesco Astarita e Michele Donnarumma. Tre gli indagati nei confronti dei quali non sono state emesse misure cautelari: Francesco Porzio, Ugo Rapicano e Raffaella Vicino. Le indagini che si sono avvalse anche di una minuziosa attività di intercettazione e di appostamento, hanno portato gli inquirenti a ricostruire un giro di spaccio di sostanze stupefacenti, messo in piedi dagli indagati soprattutto sul territorio di Vico Equense e Sorrento.

L’attività illecita era portata a termine
sopratutto sul territorio di Vico Equense e Sorrento

Secondo la Procura, posizione di vertice avevano nel gruppo il 48enne Mario Molinari e Luigi Cioffi (29 anni). Lo stupefacente (cocaina e marijuana) veniva acquistato in discrete quantità (si registra anche un’acquisto di mezzo chilo di cocaina alla volta) e poi affidato a una rete di pusher per la vendita al dettaglio.

Non mancano episodi registrati dalle forze dell’ordine, in cui vengono utilizzati, per il confezionamento delle dosi e per la cessione della droga, anche dei minorenni. Chi è indietro con i pagamenti, viene minacciato pesantemente. La circostanza emerge dalla telefonata intercettata tra l’indagata Viviana De Liso e la fidanzata di una persona che deve saldare una fornitura di stupefacenti.

Le intercettazioni, i raid intimidatori

«(Riferisci al tuo fidanzato che se non paga) gli mando tre, quattro persone e gli faccio fare una Madonna di paliata, lo faccio picchiare», afferma De Liso. In un’altra occasione, quando si tratta di avvisare qualcuno di tenere chiusa la bocca con le forze dell’ordine, relativamente al giro impiantato in costiera, non si lesina l’uso (intimidatorio) della pistola. A una di queste azioni partecipa anche un minore, tra l’altro familiare di una delle persone arrestate. Sempre un altro minore, invece, appicca materialmente le fiamme a una vettura, nel corso della «lotta» per lo spaccio di droga in penisola sorrentina.

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