di Giancarlo Tommasone

Il debito con il consorzio Cr8 focalizza l’attenzione del mondo politico e della stampa da diverse settimane. Si tratta di un credito vantato dal Consorzio che lavorò alla  ricostruzione edilizia durante il commissariamento post-terremoto risalente al 1981. Lo scorso 7 marzo, si sono pronunciate con una sentenza, le Sezioni Riunite della Corte dei conti. E’ stato respinto in via definitiva il ricorso presentato dal Comune di Napoli contro una delibera della magistratura contabile campana che contestava all’ente di Piazza Municipio di aver sforato nel 2016 il Patto di Stabilità. Motivo? Non aveva inserito nel bilancio 2016 i 114 milioni di debito con il Cr8. Sulla vicenda è intervenuto l’ex assessore al Bilancio del Comune di Napoli (giunta Iervolino) Michele Saggese.

Secondo quanto dichiarato dal sindaco de Magistris, le precedenti amministrazioni non avrebbero affrontato a dovere la questione del debito con il Cr8. Cosa dice al riguardo?
E’ palesemente falso. Nel senso che il debito esisteva, era in contestazione e le precedenti amministrazioni lo hanno contestato – mi risulta – dal 1990, quando è nato il debito, fino al 2015, quando invece è diventato definitivo. In occasione di una sentenza della Cassazione che imponeva al Comune di Napoli il pagamento. In precedenza c’è stata un’attività difensiva delle amministrazioni che nel corso degli anni che hanno sostenuto – purtroppo non validamente, secondo i giudici – che quel debito non fosse dovuto. E’ un’evidente falsità che le amministrazioni non si siano occupate della vicenda, lo hanno fatto preoccupandosi di difendersi nei vari giudizi.
Perché secondo lei, perché non è stato iscritto il debito nel Bilancio 2016? Dimenticanza?
Questo non lo so, escludo, comunque che si sia trattato di dimenticanza. Ipotizzo piuttosto che l’iscrizione avrebbe comportato ulteriori problemi di natura sanzionatoria rispetto al Bilancio, perché non sarebbe stato centrato il Patto di stabilità. Sarebbe stato aggiunto altro disavanzo, in un momento in cui c’era il famoso piano di pre-dissesto già in contestazione da parte della Corte dei conti. 

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris

Una irregolarità, una ‘leggerezza’ da parte del sindaco de Magistris?
Se non ha inserito il debito, come dice la Corte dei conti, è stata commessa una irregolarità, non c’è dubbio. Anzi, mi risulta purtroppo che ci siano molti debiti fuori bilancio che il Comune non avrebbe riconosciuto. In passato non era così.
Quando parla di passato, a quale amministrazione si riferisce?
A quella in cui sono stato coinvolto. Certamente non è una prassi seguita da quella amministrazione. Noi abbiamo riconosciuto tutti i debiti fuori bilancio.
Parliamo dell’ombra del dissesto. La situazione, secondo lei, è così tragica per il Comune di Napoli?
Voglio precisare una cosa: la succitata sentenza non provoca in automatico il dissesto. Cosa diversa, invece, se non dovesse essere ammesso il nuovo piano di pre-dissesto predisposto il 28 febbraio scorso dall’amministrazione.

Il Comune di Napoli - stylo24
Il Comune di Napoli – stylo24

E’ il solo rischio a cui è legata la tenuta economica del Municipio?
Purtroppo no. Non è il solo. Una delle condizioni che apre la strada al dissesto, è  rappresentata dal fatto che ci siano più di cinque parametri (rispetto ai dieci in totale previsti) di deficitarietà superati. E nel bilancio del 2016 (ma anche del 2015) il Comune di Napoli dichiara sei paramentri di deficitarietà superati. A ciò si aggiunga che il piano di pre-dissesto che il Comune ha dovuto ripresentare, ha evidenziato un ulteriore disavanzo di circa un miliardo e duecento milioni di euro rispetto ai primi 800 milioni dichiarati nel primo piano di pre-dissesto del 2013. Per cui oltre a non aver ripianato quegli 800 milioni, ne sono stati creati di nuovi per ulteriori un miliardo e 200 milioni. I conti sono pignorati, a stento si pagano gli stipendi. Se non sono queste le condizioni per il dissesto, allora mi chiedo quali siano.
Un consiglio a de Magistris?
Sarebbe saggio da parte del sindaco quello di dichiarare il dissesto. Perché se glielo dichiara la Corte dei conti si prefigureranno dei profili di responsabilità, che una scelta spontanea farebbe attenuare.
Secondo lei, lo farà? Il sindaco dichiarerà il dissesto?
No. Ovviamente no, benché mi risulta che da più parti glielo stiano consigliando.