di Giancarlo Tommasone

Parallelamente alle indagini per localizzare Rosa Di Domenico, la 15enne scomparsa da Sant’Antimo lo scorso mese di maggio, gli inquirenti sono al lavoro per rivelare eventuali «messaggi nascosti» contenuti nel video diffuso alcuni giorni fa.

Una clip che si aggirerebbe in totale sui quindici minuti, di cui finora è stata proposta la minima parte, divisa in due spezzoni. Il primo attraverso il quale la ragazza fa sapere di stare bene, il secondo in cui chiede che vengano ritirate le denunce nei confronti di quello che gli investigatori considerano essere il suo rapitore, il 28enne pachistano Alì Qasib. Ancora da attestare la veridicità e l’attendibilità delle dichiarazioni di Rosa; è stato però ricostruito con esattezza il percorso effettuato dal videomessaggio.

Una strana triangolazione tra l’Europa e il Pakistan ideata per non dare punti di riferimento e per confondere le indagini. Non è dato ancora sapere il periodo esatto in cui la clip è stata prodotta (forse utilizzando un cellulare, ma non si esclude che possa essere stata realizzata tramite la videocamera di un pc), ma nel frattempo si è riusciti a ripercorrere il viaggio effettuato dal video.

La mamma di Rosa Di Domenico
La mamma di Rosa Di Domenico

Da una località europea sconosciuta – si ipotizza una città della Germania – tramite Whatsapp, il messaggio è stato inviato in Pakistan. Da lì di nuovo in Europa. A questo punto si cambia telefono. Si utilizza un cellulare usa e getta per inviare il videomessaggio sull’utenza del padre di Qasib. Quest’ultimo lo gira poi dal suo telefono a quello del padre di Rosa.

Ali Qasib, il presunto sequestratore di Rosa
Ali Qasib, il presunto sequestratore di Rosa

I genitori della quindicenne danno infine l’autorizzazione affinché venga diffuso (in due parti) durante la trasmissione «Chi l’ha visto?». Un giro lunghissimo che Qasib fa fare al messaggio per non essere intercettato e per non svelare dove si trovi insieme a Rosa. Ma a parte la dinamica c’è da chiedersi come mai finora siano stati diffusi solo pochi secondi di una clip, che stando a quanto è emerso dalle indagini, ha la durata di circa un quarto d’ora.