di Giancarlo Tommasone

I giorni passano e sale l’apprensione per la famiglia di Rosa Di Domenico, la 15enne di Sant’Antimo scomparsa alla fine dello scorso maggio. Svanito il sogno di rivederla a casa per Natale, i parenti della ragazza altro non possono fare che affidarsi all’attività delle forze dell’ordine. Sul caso, è bene sottolinearlo, indagano tre Procure. Quella di Napoli (Antiterrorismo), quella di Napoli Nord per competenza e quella di Brescia, dove Alì Qasib risiedeva prima di lasciare l’Italia.

Il 28enne pachistano, secondo gli inquirenti, avrebbe rapito Rosa, portandola con sé. I due avrebbero raggiunto la Germania e si sarebbero stabiliti in una città della Renania Settentrionale-Vestfalia, Bielefeld. È proprio in quella località che a ottobre scorso sarebbe stata segnalata la presenza di Qasib. E’ probabile che il 28enne si sia recato presso un posto di polizia per richiedere il permesso di soggiorno. È ipotizzabile pure che abbia fornito false generalità, ma che tutto ciò non sia bastato a nascondere chi fosse in realtà.

Ali Qasib, il presunto sequestratore di Rosa
Ali Qasib, il presunto sequestratore di Rosa

Perché per imbastire la pratica è necessario che vengano prese le impronte digitali. A questo punto – è bene ribadire che siamo sempre nel novero delle possibilità -, dopo i controlli della polizia tedesca, il 28enne sarebbe stato identificato e per paura di essere fermato avrebbe deciso di cambiare aria alla volta di un’altra città tedesca o di un altro Paese europeo. Naturalmente portando con sé Rosa. Tra le varie ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è pure quella che il video fatto recapitare ai genitori della 15enne, sia stato prodotto proprio nel momento in cui il pachistano avrebbe deciso di lasciare Bielefeld.

La mamma di Rosa Di Domenico
La mamma di Rosa Di Domenico

La volontà di sviare le indagini e di prendere tempo per allontanarsi con maggiore copertura e tranquillità spiegherebbe, dunque, anche lo strano percorso del videomessaggio e alcune frasi «rassicuranti» dette da Rosa e fissate nella clip fatta recapitare ai genitori della ragazza.