di Giancarlo Tommasone

Certe cose il presidente della Camera le dovrebbe sapere. Molto più di una infarinatura, almeno sulla costituzionalità di una legge, da parte di Roberto Fico, come da parte di ogni altro rappresentante istituzionale, è dovuta al cittadino che rappresenta. E invece la terza carica dello Stato parla della Giovanardi-Fini al presente e dimentica, o forse ignora, che quella legge sia stata dichiarata incostituzionale non ieri o l’altro ieri, ma ben quattro anni fa.

Inoltre, imputa il sovraffollamento
delle carceri anche a un dispositivo,
i cui effetti sono decaduti appunto nel 2014

Ma partiamo dal contesto in cui Roberto Fico ha reso tale dichiarazione: la visita presso la casa circondariale Poggioreale di Napoli, in occasione della presentazione di un libro. «Abbiamo anche delle leggi molto sbagliate come la Giovanardi-Fini che equipara le droghe leggere alle droghe pesanti. Sbagli che hanno affollato le carceri», dichiara testuale il cittadino presidente. La gaffe, come scrivevamo è duplice: inesattezza dal punto di vista temporale; errore di calcolo sulle ricadute della legge.

Carlo Giovanardi e Gianfranco Fini

A febbraio del 2014 la Corte Costituzionale
ha bocciato la Giovanardi-Fini, che dal 2006
disciplinava l’uso delle sostanze stupefacenti

La legge, che non prevedeva distinzioni tra droghe leggere e pesanti, aveva portato a un inasprimento delle sanzioni che si riferivano non solo alla produzione e al traffico, ma anche al consumo di sostanze stupefacenti. Tra l’altro, aveva contributo in maniera decisiva al sovraffollamento delle carceri italiane. Certo, ma tutto questo nel periodo che va fino al 2014, quando appunto viene dichiarata incostituzionale per violazione dell’art. 77, secondo comma, della Costituzione. C’è da considerare che nel momento in cui la norma è stata dichiarata incostituzionale, è stata dunque anche disapplicata e si è tornati alla Iervolino-Vassalli.

Con la conseguenza che le pene inflitte con l’applicazione
della Giovanardi-Fini sono state ricalcolate

Detto ancora in parole più semplici: se un piccolo spacciatore era finito in galera per il possesso o la vendita di esigue quantità di stupefacente, andava scarcerato. A più di quattro anni dall’incostituzionalità, però, secondo Fico, una delle cause del sovraffollamento degli istituti di pena va ancora attribuito a una norma decaduta.