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di Giancarlo Tommasone

Cosa imparano i bimbi delle scuole elementari italiane? Pure che Partenope era una strega altro che sirena. Ma partiamo da due definizioni, entrambe dell’autorevole vocabolario Treccani. Una è quella di sirena: «Essere favoloso della mitologia classica, rappresentato in forma di giovane donna nella parte superiore del corpo, talvolta con ali di uccello e, più tardi (dal sec. XII), di pesce o di uccello nella parte inferiore, che emergeva dalle acque del mare e, con la sua bellezza e il canto dolcissimo, incantava i naviganti facendoli naufragare e perire nei flutti».

Le definizioni di sirena e di strega

L’altra è quella di strega: «Secondo la mitologia popolare, essere soprannaturale immaginato con aspetto femminile o donna reale che svolge un’attività di magia nera e comunque dirige gli eccezionali poteri che le vengono attribuiti ai danni di altre persone». La prima richiama (nonostante l’azione, molto spesso letale, di disturbo, esercitata contro i naviganti) a un essere favoloso, dalla straordinaria bellezza, tanto è vero che nell’immaginario collettivo, quando si vuole sottolineare la dote estetica di una ragazza, la si definisce appunto una sirena. La seconda invece evoca un essere spregevole, brutto e soprattutto cattivo, che utilizza i suoi poteri nefasti e la sua magia per fare del male agli altri. Quando si vuole indicare una femmina dalle caratteristiche non proprio positive, la si chiama, infatti, strega.

La leggenda di Partenope
e la fondazione di Neapolis

Detto ciò, passiamo a una sirena famosissima e di fondamentale importanza per la città di Napoli: Partenope. Apollonio Rodio (III secolo avanti Cristo), nelle Argonautiche, attribuisce la morte delle tre sirene, Ligeia, Leucosia e Partenope, all’insensibilità di Ulisse rispetto alla malia del loro canto. Le tre sirene deluse, praticamente, decidono di non vivere oltre. I loro corpi esanimi vengono trasportati dai flutti. Quello di Partenope finisce alle foci del fiume Sebeto, dove poi i Cumani avrebbero fondato Neapolis, vale a dire la città di Napoli. Eppure nonostante sia assodata la sua natura di sirena, su un libro di testo di quinta elementare, distribuito in tutt’Italia, Partenope viene definita una strega.

L’errore sul libro
di testo segnalato
da una bimba
delle Elementari

La segnalazione è giunta alla nostra redazione da parte di una alunna napoletana di 10 anni, Giulia, che si è imbattuta nello «strafalcione». Stava studiando le origini di Napoli, quando si è accorta dell’errore; si è chiesta, a ragione: ma Partenope non era una sirena? «Napoli ha origine antichissime, risalenti alle colonizzazioni della Magna Grecia nel nucleo di Cuma. Secondo la leggenda, la sua fondazione è legata alla strega Partenope, che si era innamorata di Ulisse, ma non essendo ricambiata, si uccise in mare facendo nascere la città, detta appunto partenopea». E’ scritto così sul sussidiario antropologico per le classi quinte, «Speciali Discipline», a cura di Barbara Mancinelli e di Rita Zagaglia.

Il testo è pubblicato dal gruppo editoriale «Raffaello» di Ancona. Stylo24 ha raggiunto telefonicamente la casa editrice ed è riuscita a parlare con un responsabile dell’ufficio commerciale, che ha confermato come il testo in oggetto, venga distribuito in tutta Italia.

L’ufficio commerciale
di «Raffaello» a Stylo24:
il testo viene
distribuito in tutt’Italia

Ragion per cui, a parte la circostanza dell’attenta studentessa Giulia, e la speranza che le maestre facciano notare l’errore ai propri alunni, ristabilendo la verità storico-leggendaria per la sirena «napoletana», possiamo rilevare che nelle scuole Elementari italiane, in cui è adottato il sussidiario antropologico di «Raffaello», si insegna che Partenope (tra l’altro scelta come mascotte delle prossime Universiadi di Napoli) era una strega. Altro che sirena. Vogliamo credere che si sia trattato di una svista da parte delle curatrici del volume scolastico, il classico errore di distrazione, resta il fatto che ai bambini, in questo modo, non si insegna la verità. E poi, tornando alle origini di Napoli (e a quanto esprimono i termini che abbiamo riportato), una cosa è farle risalire a una sirena, un’altra, a una strega.

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