di Giancarlo Tommasone

La droga, hashish soprattutto, partiva dal Marocco. Attraverso la Spagna arrivava poi a Marano. Ma parte di quello stupefacente, dalla popolosa città a nord di Napoli sarebbe poi finita anche in Sicilia o al nord, in Emilia. Una struttura articolata quella che nelle scorse ore è stata scompaginata dall’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Napoli. Ad essere entrato nel mirino della Dda, il cartello formato dai clan Orlando-Polverino-Nuvoletta. Ventinove persone sono finite agli arresti: 19 in carcere, 10 ai domiciliari. I ruoli erano stati impartiti dal vertice della piramide.

Si cominciava da chi effettuava le puntate e faceva arrivare la droga sul territorio maranese (per il quale i ricavi, ma anche i rischi di perdere il carico erano maggiori), fino a giungere a chi, quella droga la spacciava in strada. Figure intermedie erano rappresentate da coloro, che pur non partecipando alle puntate iniziali, organizzavano un giro ulteriore rivendendo lo stupefacente a terzi, con prezzi maggiorati. E’ il caso, secondo gli inquirenti di Massimiliano D’Onofrio (classe 1973) e di Francesco Sepe (50 anni). Entrambi sono finiti in carcere. Fondamentale per ricostruire i movimenti dei due presunti venditori e attribuire a loro eventuali responsabilità, è stata l’attività di intelligence, soprattutto attraverso il posizionamento di cimici nell’auto in uso a Sepe, una Mercedes Classe A.

E’ il 18 dicembre del 2015 e i due ‘soci’ hanno appena finito di parlare con quello che gli inquirenti considerano uno dei fornitori dello stupefacente. Si tratta di Alfonso Mercurio, alias Uallarella; il 38enne, per gli investigatori, è inserito a pieno titolo nel traffico con il Marocco. Sepe e D’Onofrio conversano tra loro circa la possibilità di poter partecipare alle puntate. Finora – commentano – non sarebbero stati trattati bene da Mercurio, poiché quest’ultimo in un’occasione non è riuscito a mantenere contenuto il prezzo dell’hashish da fornire ai due venditori.

Ciò ha fatto sfumare per Sepe e per D’Onofrio la possibilità di ‘girare’ la droga a un compratore siciliano, che non è stato più disposto ad acquistare lo stupefacente proprio a causa del prezzo diventato troppo alto. «Quello (Mercurio, ndr) ci ha fatto fare una figura di merda con il siciliano, quello era disposto a prendersi 100 chili al mese», ragionano i due. Discutono anche dell’eventualità di accedere alla partecipazione delle puntate.

Ciò farebbe scendere sensibilmente il prezzo a cui acquistano un chilo di hashish: da 1.300 euro a 900.

«Sono quattro punti in più per noi (400 euro al chilo, ndr)», calcolano Sepe e D’Onofrio. Che poi ipotizzano di raggiungere guadagni di 20mila euro per ‘partite’ di minimo 50 chili. «La roba la compriamo a 900 e la rivendiamo a 1.300 euro al chilo… in Sicilia o fuori Napoli (in Emilia) a quello di Parma». Convengono che tale tipo di vendita è pure meno rischiosa e che il trasporto deve essere comunque a carico dell’acquirente.