di Giancarlo Tommasone

Mancano poco più di 100 giorni all’inizio delle Universiadi 2019 e solo nelle scorse ore è stata svelata la mascotte. Si tratta della sirena Partenope. Maglietta corta sulla pancia con il logo dei giochi studenteschi, capelli con i colori dei cerchi olimpici, volto che richiama in maniera quasi imbarazzante, quello delle bamboline della linea Lol o le omologhe Pinypon.

Metà donna, metà pesce, non si capisce se la parte
inferiore del corpo della mascotte finisca nella classica coda con le pinne o se indossi un pantalone da ballo latino americano.

E’ questo il capolavoro creato dalla scuola vincitrice del concorso; il bando è scaduto esattamente un anno fa ed era rivolto agli alunni delle medie e delle superiori della Campania. Partenope, simbolo di Napoli è stata scelta per dei giochi internazionali, che come sappiamo vedranno la partecipazione di atleti provenienti da 170 Paesi del mondo. Certo, c’è l’attaccamento alle radici, ma si poteva e si doveva evitare l’oleografia; tra l’altro quando ancora c’era tempo avanti, si era pensato di creare una mascotte rappresentativa di tutta la Campania e non solo della città di Napoli. Almeno queste sembravano essere le linee guida da rispettare. Ma i ritardi che hanno contraddistinto l’organizzazione dei giochi, sembrano aver «contagiato» anche la vena creativa.

E l’impressione è che si sia arrivati ad effettuare una scelta più per fretta che per l’efficacia e la bellezza dell’opera. Come le bamboline di cui parlavamo prima, Partenope dovrebbe essere dotata anche di accessori, e si parla di diverse versioni della mascotte: in pantaloncini e calzerotti, con gli occhialini per la piscina e addirittura in scarpe da tennis.

Lasciando stare gli occhialini per la piscina, che
effettivamente per una che è metà donna e metà pesce,
sono praticamente inutili, ci chiediamo però, di che specie
di sirena si tratti, visto che per indossare pantaloncini e scarpe dovrebbe avere gambe e piedi.

E come è noto le sirene hanno la coda. Non ce ne vogliano i ragazzi delle medie e delle superiori (tra l’altro era più logico coinvolgere gli studenti universitari in questo progetto), però, magari, per affidare la realizzazione della mascotte, sarebbe stato più utile indire un concorso tra gli artisti campani.

Ce ne sono tantissimi, la nostra
regione è piena di talenti.

Ci chiediamo: è mai possibile che con un budget di oltre 200 milioni di euro, gli organizzatori, e tra questi, lo stesso commissario Gianluca Basile, non abbiano curato questo aspetto dei giochi studenteschi, fondamentale per l’immagine della Campania nel mondo? Pure perché, le Universiadi del 2019, alla fine, saranno associate proprio alla mascotte. Si parla sempre di scrollarsi di dosso l’ovvio e la stereotipia, ma non si sa scegliere altro che una sirena. Ed è andata pure bene, poiché c’era il rischio di avere come mascotte addirittura Pulcinella. Postmoderno, certo, ma sempre Pulcinella. Menomale, meglio la sirena, altrimenti, poi, chi glielo avrebbe detto a De Luca?