di Giancarlo Tommasone

Il litorale domitio, è lì che si sono concentrati nell’ultimo periodo, i controlli delle forze dell’ordine per scovare Marco Di Lauro. Poco tempo prima dell’arresto dell’ex superlatitante, stanato a Chiaiano lo scorso 2 marzo dopo 14 anni passati in clandestinità, l’attenzione degli uomini dello Stato – spiega un investigatore a Stylo24 – si è focalizzata in particolar modo, sulla porzione di territorio compresa tra i Comuni di Castel Volturno e Mondragone. E si è concretizzata in un blitz che – è evidente – non ha prodotto risultati.

Nell’effettuare detta operazione, finalizzata alla cattura del 38enne (quarto dei dieci figli maschi di Ciruzzo ’o milionario e per questo indicato con la sigla F4), i segugi dell’Antimafia hanno seguito una traccia che aveva portato, negli anni scorsi, all’arresto di altri fuggitivi. Sulla stessa direttrice, ma in territorio napoletano (l’area è quella flegrea che «sfocia» a nord nel litorale domitio), era stato catturato, ad esempio, Cesare Pagano, vertice degli Scissionisti.

Il boss degli scissionisti, Cesare Pagano

Il boss si rintanava in una villetta di Licola, lo presero nella notte dell’otto luglio del 2010. Anche gli affiliati al clan di Paolo Di Lauro, nel corso degli anni, per nascondersi, hanno scelto spesso i Comuni costieri in provincia di Caserta.

Basti pensare che nella notte del 7 dicembre 2004, quando furono arrestate oltre 50 persone legate alla cosca di Cupa dell’Arco, contestualmente ai controlli portati a termine a Scampia, Secondigliano e nell’area nord di Napoli, le forze dell’ordine passarono al setaccio pure la zona del litorale domitio, storicamente meta dei camorristi costretti ad eclissarsi.

Riferendoci, ora, in particolare alla latitanza
di Marco Di Lauro, gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire
le tappe della lunga fuga del 38enne.

Incrociando i dati raccolti, soprattutto nell’ultimo periodo, si dicono sicuri nel ritenere che l’ex primula rossa, non si sia mai mossa dall’Italia e probabilmente dalla Campania. Stando così le cose, tramonterebbe quasi definitivamente pure l’indizio che voleva Marco Di Lauro latitante a Dubai.

Marco Di Lauro nel nuovo identikit diramato dalle forze dell’ordine

A riprova di quella che sta diventando sempre più una tesi di magistrati e investigatori, anche il fatto che nella sua ultima abitazione da uomo braccato dallo Stato, vale a dire l’appartamento in Via Emilio Scaglione a Chiaiano, non siano stati ritrovati documenti contraffatti. Non c’era alcuna traccia di carte di identità o di passaporti falsificati tra il materiale rinvenuto e sequestrato dalle forze dell’ordine durante il blitz vincente di undici giorni fa.