TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

 

di Giancarlo Tommasone

In piazza, a Secondigliano, di domenica, in pieno giorno. Gli affiliati si producono in un rito di devozione nei confronti del boss: il bacio sulla bocca. E’ il 23 ottobre del 2005, Marco Di Lauro ha 25 anni ed è latitante da più di 10 mesi. In galera ci sono il padre, Paolo, e i fratelli maggiori Cosimo, Vincenzo e Ciro: è lui il capo. Incurante dei rischi della cattura e dell’azione dei nemici (siamo nel periodo della faida tra Di Lauro e Scissionisti), il vertice della cosca di Cupa dell’Arco, riceve dai sodali (ma forse potremmo definirli «sudditi») l’omaggio riservato al leader.

Insieme a lui c’è anche il fratello Nunzio, all’epoca 20enne
e in libertà: pure a Nunziello si riserva l’atto di «rispetto»

La circostanza testimonia della presenza di Marco Di Lauro nel quartiere dove è nato e cresciuto, in un periodo in cui risulta essere ricercato dalle forze dell’ordine: è sfuggito all’arresto il 7 dicembre del 2004, scampato alla notte delle manette.

Da allora sarà in fuga per oltre 14 anni, fino alla cattura avvenuta sabato scorso, in un appartamento di Via Emilio Scaglione a Chiaiano

L’episodio appena descritto emerge dalla conversazione captata dagli 007 dell’Antimafia il 27 ottobre del 2005, le voci intercettate grazie a una microspia posizionata all’interno di una Mini Cooper, sono quelle di Gaetano Pezzella e di Michele Orabona (è sua la vettura monitorata).

I due, coinvolti nell’inchiesta «C3», che nel 2009 è stata finalizzata attraverso un’operazione eseguita nei confronti di un centinaio di appartenenti agli Scissionisti, a un certo punto, parlano del clan Di Lauro, di «quelli che stanno dall’altra parte». Orabona chiede a Pezzella: «Ma da quell’altro lato chi ci sta?». Gli viene risposto: «Miché, ci stanno i due figli (di Paolo Di Lauro), Marchetiello e Nunziello (Marco e Nunzio Di Lauro)». Orabona, quindi, afferma: «Quando fu domenica li vidi (vide Marco e Nunzio), la gente gli dava il bacio in bocca a quelli». Gaetano Pezzella conferma la circostanza. Orabona aggiunge particolari al racconto dicendo di averli visti «quando andai dal pescivendolo a prendere le sogliole ai bambini, camminavano con 4 o 5 motorini dietro».

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT